mercoledì 18 aprile 2012

Uccidere Cinesi di James L. Walker

Articolo apparso su Liberty il 6 Marzo del 1886

Non metto in dubbio che i volenterosi schiavi bianchi d'America siano in grado di moltiplicarsi, fino a quando permette il mercato del lavoro; attualmente i più economici sono i cinesi. Ma gli schiavi che sanno che sono schiavi, e che non sono superstiziosi riguardo l'uccidere un uomo, possono preferire che i bianchi debbano essere qui piuttosto che i cinesi. Il cinese è una sorta di uomo più dotato dalla natura e ha come eredità quello di rimanere uno schiavo dello stesso tipo caucasico. Il Caucasico ancora agisce nella sottomissione servile al suo padrone, ma scopre l'altro lato del suo carattere quando incontra lo schiavo cinese o maestro cinese. Questo [è stato lo] shock di Gertrude B. Kelly, che è una vittima dell'idea fissa che tutti gli uomini sono fratelli -un frammento poetico-dissociato dalla superstizione e dall'idea della paternità di Dio. Da parte mia non credo che i bianchi che lavorano in America siano peggio, perché ci sono alcuni cinesi morti in cui vi erano alcuni tra quelli viventi. Quando i bianchi sono arrivati ​​a capire meglio le cose, è molto probabile che ci saranno alcuni uomini morti bianchi in circostanze analoghe. Io non pretendo di dire a nessuno quello che deve fare, almeno non fino a quando io sono in una sorta di associazione con esso nell'ambito di un accordo reciproco.
Tak Kak.

[Si vedrà che "Tak Kak," nei suoi due articoli, difende o si scusa per l'uccisione di cinesi sul fatto che non ci sono obblighi sugli esseri umani nelle loro reciproche relazioni, ad eccezione di quelli che sono resi tale dal reciproco accordo. Molto bene. Ma fare tutti gli accordi, per essere vincolanti, si corre per essere firmato e sigillato, o anche scritto? Niente di tutto qeusto. C'è un tacito accordo o un'intesa tra gli esseri umani, non come fratelli, - e non credo che Miss Kelly intendeva usare la parola "fratelli" in senso sentimentale- ma come individui che vivono quotidianamente a contatto e dipendono da una sorta di cooperazione con l'altro per la soddisfazione dei loro bisogni quotidiani; di non oltrepassare gli uni sugli altri la propria individualità è il motivo di questo accordo, in quanto il puro desiderio egoistico di ogni pacifico per la conservazione della propria individualità. Ora, è vero che, mentre quasi tutti gli uomini riconoscono l'astratta forza vincolante di questo accordo, ma la grande maggioranza di essi, volontariamente, la violano, credendosi abbastanza forti per farlo impunemente e con beneficio a se stessi, o per ignoranza e che violano attraverso le idee sbagliate e superstiziose quali la religione, la morale, e il dovere, e così commettono trasgressione sulle individualità degli altri. Tutti questi uomini, e io sono d'accordo con "Tak Kak", se la loro pelle di colore gialla o bianca o nera, possano essere costretti, da coloro che sono disposti a rispettare questo accordo, a pagare qualsiasi sanzione che quest'ultima riterrà necessario o saggio di infliggere. Tali uomini, i cui nomi sono Jay Gould, Grover Cleveland, Alessandro III, Bill Sykes, o Ah Sing, sono fuorilegge, ribelli non necessariamente contro la legge scritta, ma contro la vera legge dei rapporti umani, ed essendo fuorilegge, possono essere trattati come tali.
Ma per far pagare a questi uomini le pene delle loro colpe, essa è una cosa molto diversa dall'uccidere cinesi che non hanno fatto niente di più odioso che fare dei propri contratti.
Se si tratta di uno sconfinamento sull'individualità di A per B, ovvero l'offrire il lavoro ad un prezzo più basso rispetto ad A, allora davvero siamo tutti trasgressori, per ogni atto da ognuno di noi, che è tale da incidere in qualche modo il benessere di ogni altro; e in questo caso non vi è alcuna possibilità di conservazione delle individualità pacifiche, in quanto l'alternativa è quella di essere in uno stato permanente di guerra intestina o l'assolutismo dello Zar di Russia. Così come tante "morti bianche", o morti degli uomini gialli, o come ti pare "Tak Kak," essi sono stati trasgressori; e né io né la signorina Kelly getteremo lacrime sulle loro tombe. Ma entrambi, credo, continueremo a fare tutto il possibile per impedire l'uccisione di ogni uomo, bianco o giallo. - Editor Liberty]

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Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]