domenica 14 settembre 2014

L’esperimento del Kurdistan occidentale (Kurdistan siriano) ha dimostrato che le persone possono portare a dei cambiamenti di Zaher Baher

da Libcom e tradotto da Stefano F.

Un rapporto interessante di Zaher Baher dell’Haringey Solidarity Group e del Kurdistan
Anarchists Forum, che ha trascorso due settimane nel Kurdistan siriano,osservando le
esperienze di autogoverno delle regioni sullo sfondo della guerra civile siriana e
l’avanzamento dello Stato Islamico.

Ciò che leggi qui sotto è l'esperienza della mia visita, di un paio di settimane nel maggio di quest'anno, 2014, a nord-est della Siria o del Kurdistan siriano (Kurdistan occidentale), con un mio caro amico.
Durante la visita abbiamo avuto totale libertà e l'opportunità di vedere e parlare con chi volevamo. Ciò include donne, uomini, giovani e partiti politici. Ci sono più di 20 partiti da quelli curdi a quelli cristiani, cui alcuni fanno parte della Democratic Self Administration (DSA) o Democratic Self Management (DSM) della regione di Al Jazera. Al Jazera è una delle tre regioni (cantoni) del Kurdistan occidentale. Abbiamo incontrato anche i partiti politici curdi e cristiani che non appartengono al DSA o al DSM. Inoltre, abbiamo incontrato i vertici della Democratic Self Management (DSM), i membri di diversi comitati, gruppi locali e comuni, nonché imprenditori, commercianti, lavoratori, persone al mercato e persone che stavano semplicemente camminando per la strada.

Lo sfondo
Il Kurdistan è una terra di circa 40 milioni di persone che dopo la Prima Guerra Mondiale fu diviso tra Iraq, Siria, Iran e Turchia. Storicamente, i curdi hanno patito massacri e genocidi per mano dei regimi successivi, soprattutto in Iraq e in Turchia. Da allora hanno costantemente sofferto e sono stati oppressi dai governi centrali dei Paesi a cui il Kurdistan fu annesso. Nel Kurdistan iracheno, sotto il regime di Saddam Hussein, il popolo curdo ha subito attacchi di armi chimiche sotto l’Operazione Anfal. In Turchia, fino a poco tempo fa, i curdi non avevano nemmeno il diritto fondamentale di parlare nella propria lingua. Storicamente, sono stati riconosciuti come “i turchi che vivono in montagna” (un riferimento alla regione del Kurdistan e di come ci siano così tante montagne). In Siria, la situazione dei curdi era migliore che in Turchia. In Iran hanno alcuni diritti fondamentali e sono riconosciuti come parte di una nazione diversa dai persiani, ma non hanno una propria autonomia.
Dopo la prima guerra del Golfo nel 1991, il popolo curdo in Iraq è riuscito a creare il proprio governo regionale, il Governo Regionale del Kurdistan (KRG).Dopo l'invasione e l'occupazione dell'Iraq nel 2003, il popolo curdo ha approfittato di questa situazione per rafforzare il proprio potere locale. E’ riuscito ad ottenere il diritto ad avere la propria amministrazione, il proprio bilancio, un proprio parlamento ed un proprio esercito.
Sono stati tutti riconosciuti dal governo iracheno e, in una certa misura, sono sostenuti dal governo centrale.
Ciò ha incoraggiato e ha avuto un impatto positivo sulle altre parti del Kurdistan, in particolare Turchia e in Siria.
Nello stesso anno dell'invasione dell'Iraq (2003), il popolo curdo in Siria ha istituito il proprio partito, il Democratic Union Party (PYD); anche se c'erano già un certo numero di altri partiti e organizzazioni curde esistenti nella regione. Alcuni di loro erano così vecchi che risalivano al 1960, ma erano inefficaci rispetto al PYD che si è sviluppato e diffuso rapidamente tra il popolo curdo.

La primavera araba
La primavera araba raggiunse la Siria all'inizio del 2011 e, dopo un breve periodo di tempo, si diffuse anche nelle regioni del Kurdistan siriano: Al Jazera, Kobany e Afrin. La protesta tra il popolo curdo in questi tre cantoni fu molto forte ed efficace. Questo, in un certo modo, causò il ritiro dell'esercito siriano dai cantoni curdi lontano da alcune zone di Al Jazera di cui vi parlerò più avanti.
Nel frattempo, la gente del posto, con il supporto del PYD & PKK, formò la Tev-Dam, (il Movimento della Società Democratica). Questo movimento diventò rapidamente molto forte e popolare tra la popolazione della regione. Una volta che l'esercito e l'amministrazione siriana si ritirarono, la situazione diventò molto caotica, (vi spiegherò perché). Ciò costrinse la Tev-Dam ad attuare i suoi piani e programmi senza ulteriori ritardi prima che la situazione si aggravasse.
Il programma del Tev-Dam era molto completo e coprì ogni singolo problema nella società. Furono coinvolte molte persone di diverso ordine e provenienza, tra cui curdi, arabi, musulmani, cristiani, assiri e Yazidi. Il primo compito fu quello di stabilire una serie di gruppi, comitati e comuni nelle strade, in quartieri, villaggi, contee e nelle piccole e grandi città. Il ruolo di questi gruppi fu quello di essere coinvolti in tutti i problemi che deve affrontare la società. I gruppi furono istituiti per esaminare una serie di questioni, tra cui: la donna,l’economia,l’ambiente,l’educazione,le questioni sanitarie, il supporto e la solidarietà, i centri per le famiglie dei martiri, il commercio e le imprese, le relazioni diplomatiche con i Paesi stranieri e molte altre. Ci sono gruppi stabiliti anche per conciliare le controversie tra persone o fazioni diverse cercando di evitare di far finire queste dispute in tribunale a meno che questi gruppi siano incapaci di risolverle.
Questi gruppi di solito tengono le proprie riunioni ogni settimana per parlare dei problemi che le persone devono affrontare dove vivono. Hanno un loro rappresentante nel gruppo principale dei villaggi o delle città chiamate "Casa del Popolo".
Il Tev-Dam, a mio parere, è l'organo di maggior successo in quella società e potrebbe raggiungere tutti gli obiettivi che sono stati impostati. Credo che le ragioni del suo successo siano:
1 La volontà, la determinazione e il potere delle persone che credono di poter cambiare le cose.
2. La maggior parte delle persone crede nel lavoro volontario in tutti i livelli di servizio per rendere
l'evento / esperimento un successo.
3. Essi hanno creato un esercito di difesa composto da tre parti differenti: Difesa Unità Popolare (People’s Defence Units,PDU), l’Unità di Difesa Femminile (Women’s Defence Units,WDU) e la Asaish (una forza mista di uomini e donne che esiste nelle città e in tutti i posti di blocco fuori da esse per proteggere i civili da qualsiasi minaccia esterna). In aggiunta a queste forze, c'è un'unità speciale per sole donne, per affrontare questioni di stupro e violenza domestica.
Da quello che ho visto, il Kurdistan siriano ha preso una strada diversa (e, a mio parere, unica) dalla "primavera araba" e le due non possono essere confrontate.
Ci sono un paio di importanti differenze tra di loro.
1. Ciò che successe nei Paesi che facevano parte della "primavera araba" furono grandi eventi e molti di essi cacciarono la tirannia. La "primavera araba" nel caso dell'Egitto, ha prodotto uno Stato islamico e poi una dittatura militare. Altri paesi se la sono cavata un po' meglio. Questo dimostra che le persone sono forti e possono essere gli eroi della storia in un momento particolare, ma che non sono state in grado di ottenere ciò che volevano per molto tempo. Questa è una delle principali differenze tra la "primavera araba" e la "primavera curda" nel Kurdistan siriano, dove quest'ultimo ha potuto ottenere quello che voleva per lungo tempo -o, almeno, finora.
2. Nel Kurdistan siriano le persone erano preparate e sapevano quello che volevano. Esse credevano che la rivoluzione dovesse partire dal basso della società e non dalla cima. Doveva essere una rivoluzione sociale, culturale,educativa e politica. Doveva essere contro lo Stato, il potere e l'autorità. Dovevano essere le persone nelle comunità ad avere le responsabilità sulle decisioni finali. Questi sono i quattro principi del Movimento della Società Democratica (Tev-Dam). Doveva essere dato credito a chi era dietro a queste grandi idee e agli sforzi compiuti per metterli in pratica, che si trattasse di Abdulla Ocallan e i suoi compagni o chiunque altro. Inoltre, le persone nel Kurdistan siriano istituirono numerosi gruppi locali sotto nomi diversi per far funzionare la rivoluzione. Negli altri Paesi della "primavera araba", le persone non erano preparate e sapevano solo che volevano sbarazzarsi del governo attuale, ma non del sistema. Inoltre, la stragrande maggioranza delle persone pensava che l'unica rivoluzione fosse quella dall'alto. L’impostazione dei gruppi locali non fu intrapresa se non per una piccola minoranza di anarchici e libertari.

Democratic Self Administration (DSA)
Dopo molto duro lavoro,discussioni e pensieri, la Tev-diga giunse alla conclusione che aveva bisogno di un DSA in tutti e tre i Cantoni del Kurdistan (Al jazera, Kobany e Afrin). A metà del mese di gennaio 2014, l'Assemblea popolare elesse il proprio DSA, autonomamente, per implementare ed eseguire le decisioni della "Casa del Popolo" (commissione principale del Tev-Dam) e assumersi una parte del lavoro dell'amministrazione nelle organizzazioni dell’autorità,dei comuni, dei dipartimenti dell'istruzione e della sanità, del commercio e degli affari locali, dei sistemi di difesa e di quello giudiziario, ecc. Il DSA è composto da 22 uomini e donne,ognuna delle quali ha due deputati (un uomo e una donna) . Quasi la metà dei rappresentanti sono donne. Fu organizzato in modo che potessero partecipare tutte le persone di diversa provenienza, nazionalità, religione e genere. Questo creò un’atmosfera di pace, fratellanza / sorellanza, soddisfazione e libertà.
In poco tempo, quest’amministrazione fece un sacco di lavoro ed emanò un contratto sociale, delle leggi sui trasporti, delle leggi dei partiti e un programma o piano del Tev-Dam. Nel Contratto Sociale, la prima pagina afferma: "Le aree di democrazia autogestita non accettano i concetti di nazionalismo statale, militare o di religione o di gestione centralizzata o di regole centrali, ma sono aperti a forme compatibili con le tradizioni della democrazia e del pluralismo,sono aperte a tutti i gruppi sociali e alle identità culturali della democrazia ateniese e di espressione nazionale attraverso la loro organizzazione .. "Ci sono molti decreti del Contratto Sociale. Alcuni sono estremamente importanti per la società, tra cui:
A. La separazione tra Stato e religione
B. Il divieto dei matrimoni al di sotto dei 18 anni.
C Il riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini, protetti e incrementati.
D Il divieto della circoncisione femminile.
E. Il divieto della poligamia.
F. La rivoluzione deve avvenire dal basso della società ed essere sostenibile.
G. Libertà, uguaglianza, pari opportunità e non discriminazione.
H. Parità tra uomini e donne.
I. Tutte le lingue che le persone parlano devono essere riconosciute e arabo, curdo e siriano sono le lingue ufficiali di Al Jazera.
J. Fornire una vita decente ai prigionieri e rendere il carcere un luogo per la riabilitazione e la riforma.
K. Ogni essere umano ha il diritto di chiedere asilo e rifugio e non può essere restituito senza il suo
consenso.

La situazione economica in Al Jazera Canton
La popolazione di Jazera è di oltre un milione di persone. Questa popolazione è costituita da curdi e arabi, cristiani, ceceni, yazidi, turkmeni, assiri, caldei e armeni. L' 80% della popolazione è curda. Ci sono molti villaggi arabi e yezidi più di 43 villaggi cristiani.
La dimensione di Al Jazera è più grande di Israele e della Palestina uniti. Nel 1960, il regime siriano ha attuato una politica nella zona curda chiamata "Greenbelt" che il partito Ba'ath ha continuato ad attuare quando salì al potere. Ciò dichiarò che le condizioni per i curdi sarebbero state peggiori rispetto a quelle del popolo siriano per quanto riguarda la vita politica, economica e sociale e anche per l'educazione. Il punto principale della Greenbelt fu quello di portare gli arabi di diverse aree a stabilirsi in zone curde e di confiscare le terre curde che venivano poi distribuite tra il popolo arabo arrivato recentemente. In breve, i cittadini curdi sotto Assad divennero i terzi, dopo arabi e cristiani.
Un altro criterio fu che Al Jazera dovesse produrre solo grano e oli. Ciò significava che il governo faceva in modo che non ci fossero fabbriche, società o industrie nella zona. Al Jazera produce il 70% del grano siriano ed è molto ricca di oli, gas e fosfati. Così la maggior parte delle persone furono coinvolte nell’agricoltura nelle piccole città e nei villaggi, e come commercianti e negozianti nelle città più grandi. Inoltre, molte persone vennero impiegate dal governo nell’istruzione,nella sanità e negli enti locali, nel servizio militare come soldati e come piccoli imprenditori nei comuni.
Dal 2008, la situazione è peggiorata in quanto il regime di Assad ha emesso un apposito decreto per vietare la costruzione di grossi edifici giustificato dalla situazione derivante dalla guerra (riferendosi alla guerra continua nella regione), e anche perché la zona è lontana e sul confine. Attualmente, la situazione è negativa. Ci sono sanzioni imposte sia dalla Turchia sia dal governo regionale del Kurdistan (KRG) nel Kurdistan iracheno (lo spiegherò in altre sezioni). La vita ad Al Jazera è molto semplice e gli standard di vita sono molto bassi, ma non hanno la povertà. La gente, in generale,è felice dando la priorità a quello che ha ottenuto per avere successo.
Alcune delle necessità di cui ogni società ha bisogno per sopravvivere esistono nel Kurdistan occidentale, almeno per il momento, per non morire di fame, camminare con le proprie gambe e resistere ai boicottaggi da parte della Turchia e del KRG. Tali esigenze comprendono avere un sacco di grano per fare il pane e dolci. Di conseguenza, il prezzo del pane è quasi libero. La seconda cosa è che il petrolio è anche a buon mercato e, come si dice, "il suo prezzo è come il prezzo dell'acqua". Le persone usano petrolio per tutto; in casa,per i veicoli da guida e per fare un po' di attrezzatura necessaria per una vasta gamma di industrie. Per facilitare questa dipendenza dal petrolio, la Tev-Dam ha riaperto alcuni dei pozzi petroliferi e depositi di raffinazione. Al momento, stanno producendo più petrolio di quanto ne hanno bisogno nella regione in modo che siano in grado di esportarne un po’ e anche immagazzinare qualsiasi eccesso.
L'elettricità è un problema perché la maggior parte è prodotta nella vicina regione sotto il controllo dell’Isis (attualmente è lo Stato Islamico dell'Iraq e Levante o Stato islamico). Pertanto, le persone hanno solo energia elettrica per circa 6 ore al giorno. Ma è libero e le persone non pagano per esso. Ciò è stato in parte risolto dalla Tev-Dam con la vendita di diesel, ad un prezzo molto basso, a chiunque con un generatore privato, a condizione che essi forniscano energia ai residenti locali ad un tasso a buon mercato,
In termini di comunicazione telefonica, tutti i telefoni cellulari utilizzano la linea KRG o la linea della Turchia; dipende dove siete. Le linee di terra sono sotto il controllo della Tev-Dam & della DSA e sembrano funzionare bene .. Ancora una volta, questo è gratuito.
I negozi e i mercati nelle città sono normalmente aperti dalle prime ore del mattino fino alle 11 di sera. Molte delle merci provenienti dai paesi limitrofi sono di contrabbando nella regione. Altri beni provengono da altre parti della Siria, ma sono costosi a causa di pesanti tasse imposte da forze siriane o da gruppi terroristici che consentono le merci nella regione di Al Jazera.

La situazione politica in Al Jazera
Come accennato, la maggior parte dell'esercito di Assad si ritirò dalla regione, ma alcuni sono rimasti ancora in un paio di città in Al Jazera. Il regime ha ancora il controllo in più della metà delle città principali (hassaka), mentre l'altra metà è nelle mani del PDU (Unità di Difesa Popolare).
Le forze governative sono rimaste nella seconda città della regione (Qamchlo), dove controllano una piccola area al centro della città. Tuttavia, nella zona occupata, la stragrande maggioranza delle persone non utilizza gli uffici e i centri di servizi. Il numero delle forze del regime in questa città è tra i 6 e i 7000 e hanno solo il controllo dell'aeroporto e dell'ufficio postale.
Entrambe le parti sembrano riconoscere la posizione, il potere e l'autorità dell'altro e si astengono da scontri o confronti. Chiamo questa situazione, la politica di "nessuna pace, nessuna guerra". Questo non significa che non ci siano stati scontri tra di loro in Hassaka o in Qamchlo. Quando accadono,gli scontri causano la morte di molte persone da entrambe le parti, ma, finora, il capo delle tribù arabe rende possibile la coesistenza di entrambe.
Entrambe le parti hanno approfittato del ritiro dell'esercito siriano e non combattere con i manifestanti curdi e le sue forze militari, fa risparmiare un sacco di costi e di spese. Inoltre, il governo non deve proteggere l'area da altre forze di opposizione,cosa che le forze curde devono fare. Inoltre, con il ritiro dalle terre curde, Assad ha liberato forze che possono essere usate altrove contro altri avversari. In secondo luogo, con le forze di Assad che hanno lasciato il Kurdistan, questo è protetto e difeso dal popolo curdo. Infatti, le unità che difendono il popolo e le donne proteggono il proprio popolo da qualsiasi attacco di qualsiasi forza, compresa la Turchia, molto meglio dell'esercito siriano.
Il popolo curdo ne ha beneficiato nei seguenti modi:
1 Ha smesso di combattere il governo e questo ha protetto le loro terre e le loro proprietà, salvando molte vite e lasciando la gente in pace e in libertà. Questo ha creato l'opportunità per tutti di vivere in pace e senza paura quando si svolge la propria attività.
2. Il governo paga ancora i salari dei suoi vecchi dipendenti anche se quasi tutti, al momento, stanno
lavorando sotto il controllo del DSA. Questo aiuta ovviamente la situazione economica.
3. Questa situazione ha permesso alle persone di gestire la propria vita e prendere le proprie decisioni. Ciò significa anche che le persone possono vivere sotto l'autorità del Tev-Dam e del DSA. Più continua così e più possibilità hanno di decidersi con fermezza e diventare più forti.
4. Questo dà l’opportunità al People’s Defence Units e al Women’s Defence Units di combattere i gruppi terroristici, in particolare Isis / IS, come e quando è necessario.
Ad Al Jazera, ci sono più di venti partiti politici tra il popolo curdo e cristiani. La maggior parte di loro sono in contrasto con il PYD, la Tev-Dam e il DSA (tornerò più tardi su questo punto), in quanto non vogliono aderire al Tev-Dam o al DSA. Tuttavia, essi hanno totale libertà di svolgere le loro attività senza alcuna restrizione. L'unica cosa che non possono avere è combattenti o milizie sotto il loro controllo.

Le donne e il ruolo delle donne
Non vi è dubbio che le donne e i loro ruoli siano stati notevolmente accettati e abbiano occupato
posizioni alte e basse nel Tev-Dam, nel PYD e nel DSA. Hanno un sistema chiamato “Joint Leaders” e “Joint Organizers”. Ciò significa che la testa di qualsiasi ufficio, amministrazione o sezione militare deve includere le donne. In aggiunta, le donne hanno le proprie forze armate. C'è la parità totale tra donne e uomini. Le donne sono una forza importante e sono pesantemente coinvolte in ogni sezione della Casa del Popolo, dei comitati,dei gruppi e dei comuni. Le donne nel Kurdistan occidentale non formano solo metà della società, ma sono il mezzo più efficace e importante di essa,nella misura in cui se le donne smettessero di lavorare o si ritirassero dai gruppi di suddetti, la società curda potrebbe crollare. Ci sono molte donne professioniste nella politica e tra i militari del PKK che sono state sulle montagne per molto tempo. Sono molto dure, molto determinate, molto attive, molto responsabili ed estremamente coraggiose.
L'importanza della partecipazione paritaria delle donne nella ricostruzione della società e in tutte le questioni è stata presa sul serio da Abdulla Ocallan e il resto dei leader del PKK / PYD in modo che le donne nel Kurdistan occidentale (Kurdistan siriano) sono considerate sacre. E’ di Ocallan l’idea, il sogno e la convinzione che, se si vuole vedere il meglio della natura umana, allora la società deve tornare allo stato della società matriarcale, ma, ovviamente, in una fase avanzata.
Anche se questa è la posizione delle donne e anche se hanno la libertà, l'amore, il sesso e le relazioni tra le donne coinvolte nella lotta sono estremamente rare. Le donne e gli uomini con cui abbiamo parlato credono che le cose suddette (amore, sesso, relazioni) non siano appropriate in questa fase, in quanto sono coinvolte nella rivoluzione e devono dare tutto per il successo della rivoluzione. Quando ho chiesto cosa succederebbe se due persone in servizio militare o posizioni sensibili avessero una relazione, mi è stato detto che, ovviamente, nessuno può impedirlo, ma essi devono essere spostati a posizioni o sezioni più adatte.
Questo può essere difficile da capire per gli europei. Come si può vivere senza l’amore, il sesso e le
relazioni? Ma per me, è perfettamente comprensibile. Credo che sia la loro scelta e, se le persone sono libere di scegliere, allora deve essere rispettata. Tuttavia, vi è un’interessante osservazione che ho fatto al di fuori del servizio militare del Tev-Dam e di altre fazioni. Non ho visto una sola donna che lavora in un negozio, in un distributore di benzina, in un market,in un bar o in un ristorante. Ma, le donne e le questioni femminili nel Kurdistan siriano sono chilometri avanti al Kurdistan iracheno dove hanno avuto 22 anni di proprie regole e molte più opportunità. Detto questo, non posso non dire ancora che c’è un movimento speciale o indipendente delle donne nel Kurdistan siriano.

Le Comuni
Le Comuni sono le cellule più attive nella Casa del Popolo, e furono create in tutto il mondo. Hanno la loro riunione periodica settimanale per discutere i problemi che devono affrontare. Ogni Comune ha un proprio rappresentante nella Casa del Popolo e nel quartiere, paese o città in cui esse si stabilizzano.
Questa che segue è la definizione della Comune tratta dal manifesto del Tev-Dam tradotto dall’arabo:
"Le Comuni sono le cellule più piccole della società e le più attive in essa. Esse si formano in pratica nella società, vi è la libertà delle donne e l'ecologia e viene adottata la democrazia diretta.
"Le Comuni si formano sul principio della partecipazione diretta delle persone nei villaggi, per le strade, nei quartieri e per le città. Questi sono i luoghi in cui le persone si organizzano volontariamente con il loro parere, creano il loro libero arbitrio e iniziano le loro attività in tutte le aree residenziali e aprono la porta di discussione su tutte le questioni e le loro soluzioni.
"Le Comuni lavorano sullo sviluppo e la promozione dei comitati. Discutono o e cercano soluzioni per le questioni sociali, politiche,per l'istruzione,per la sicurezza e per l’autodifesa e l’auto-protezione dal proprio potere, non da quello dello Stato. Le Comuni creano il proprio potere attraverso la costruzione di un'organizzazione sotto forma di comuni agricole nei villaggi e inoltre di comuni,di cooperative e di associazioni nei quartieri.
"Formare le Comuni per la strada, i villaggi e le città con la partecipazione di tutti i residenti. Le Comuni hanno un incontro ogni settimana. Nella riunione le Comuni prendono tutte le loro decisioni apertamente con persone che sono nella Comune e che sono di età superiore ai 16 anni. "
Siamo andati ad una riunione di una delle Comuni con sede nel quartiere di Cornish nella città di
Qamchlo. C'erano 16-17 persone. La maggior parte di loro erano giovani donne. Abbiamo fatto una profonda conversazione riguardo le loro attività e le loro mansioni. Ci hanno detto che nel loro quartiere hanno 10 Comuni e ogni Comune ha 16 persone. Ci hanno detto: "Noi agiamo nello stesso modo dei lavoratori della comunità includendo incontri con le persone, la partecipazione alle riunioni settimanali, verificando eventuali problemi nei posti in cui ci siamo stabiliti,proteggendo le persone nella comunità e classificando i loro problemi, raccogliendo la spazzatura nella zona, proteggendo l'ambiente e partecipando alla riunione più grande per riferire ciò che è successo nell'ultima settimana ".
In risposta a una delle mie domande, hanno confermato che nessuno, tra cui nessuna delle parti politiche, interviene nel loro processo decisionale e che prendono tutte le decisioni collettivamente. Hanno menzionato un paio di cose su cui avevano preso recentemente una decisione. Ci hanno detto: "Una di loro riguardava un grosso pezzo di terra in una zona residenziale che abbiamo voluto utilizzare per un piccolo parco. Siamo andati dal sindaco della città per esporgli la nostra decisione e abbiamo chiesto un aiuto finanziario. Il sindaco ci ha detto che andava bene, ma avevano solo $ 100 da offrirci. Abbiamo preso i soldi e raccolto altri $ 100 da gente locale per costruire un bel parco ". Ci hanno mostrato il parco e ci hanno detto : "Molti di noi hanno lavorato collettivamente su di esso per finirlo senza bisogno di ulteriori soldi". In un altro esempio, ci hanno detto : "Il Sindaco ha voluto avviare un progetto nel quartiere. Gli abbiamo detto che non possiamo
accettare fino a quando non otteniamo pareri da parte di tutti. Abbiamo avuto un incontro in cui ne abbiamo discusso. La riunione l’ha respinto all'unanimità. C'erano persone che non potevano venire all'incontro così siamo andati a trovarli nelle loro case per ottenere il loro parere. Tutti nella Comune hanno detto di no al progetto "
Ci hanno chiesto delle Comuni e dei gruppi locali a Londra. Gli ho detto che abbiamo molti gruppi, ma purtroppo non siamo uniti come loro,uniti,progressisti e impegnati. Gli ho detto che sono miglia davanti a noi. Dai loro volti ho potuto vedere la loro sorpresa, delusione e frustrazione per la mia risposta. Posso capire i loro sentimenti, perché pensano come, in un mondo molto arretrato come il loro, possano essere più avanti di noi, mentre noi viviamo nel Paese che ha avuto la Rivoluzione industriale secoli fa!!

I curdi e cristiani partiti di opposizione
Prima ho detto che ci sono più di 20 partiti politici curdi. Alcuni hanno aderito al DSA, ma altri sedici non l'hanno fatto. Alcuni si sono ritirati dalla politica, mentre altri si sono uniti per creare un gruppo più grande. Ora ci sono dodici partiti costituiti sotto il nome collettivo, Assemblea patriottica del Kurdistan in Siria.
Quest’organizzazione,condivide, più o meno gli stessi obiettivi e le stesse strategie. La maggioranza dei partiti sotto questo nome collettivo sono supportati da Massoud Barzani, il Presidente del Governo Regionale del Kurdistan (KRG), che è anche il leader del Partito Democratico del Kurdistan (KDP) nel Kurdistan iracheno.
C'è una storia sanguinosa tra il KDP e il PKK, che risale al 1990. Ci furono pesanti combattimenti tra i due gruppi nel Kurdistan iracheno che causarono migliaia di morti da entrambe le parti,ferita che deve ancora guarire. Devo dire che il governo turco diede una mano nei combattimenti al KDP, aiutandoli nell’attacco al PKK al confine tra Iraq e Turchia.
C'è un'altra disputa tra Barzani e la sua famiglia con l'ex capo del PKK, Abdullah Ocallan, per la posizione del leader curdo come leader nazionale curdo. Mentre il popolo curdo in Kurdistan occidentale (Kurdistan siriano) è riuscito ad organizzare collettivamente la sua società, proteggendola da guerre e creando un proprio DSA, non è ancora in ottimi rapporti con il KDP.
Il PKK e il Democratic Union Party (PYD) sono stati molto favorevoli ai cambiamenti avvenuti nel Kurdistan siriano. Ma, questo non è certamente vantaggioso per la Turchia o per il KRG. Nel frattempo, la Turchia e il KRG rimangono estremamente vicine.
Quanto detto sopra è una spiegazione del perché il KDP nel Kurdistan iracheno è scontento di quello che è successo nel Kurdistan occidentale,e si oppone sia al DSA che al Tev-Dam. Il KDP guarda a ciò che accaduto lì come ad un grande business e, sia se questo business non dovesse funzionare affatto sia se venisse eseguito, il KDP dovrà avere la quota maggiore di esso. Il KDP aiuta ancora alcuni curdi nel Kurdistan occidentale finanziariamente e con la donazione di armi, nel tentativo di istituire milizie per alcuni dei partiti politici al fine di destabilizzare la zona e i suoi piani. L'Assemblea patriottica del Kurdistan in Siria, istituita con i dodici partiti politici citati prima, è molto vicina al KDP.
Il nostro incontro con i partiti di opposizione è durato per oltre due ore e la maggior parte di essi erano presenti. Abbiamo iniziato chiedendo loro dove sono arrivati con il PYD, DSA e Tev-Dam. Hanno libertà? Qualcuno dei loro membri o sostenitori sono stati pedinati o arrestati dalla PDU e WDU? Hanno la libertà di organizzare le persone, dimostrazioni e organizzare altre attività? Sono state poste molte altre domande. La risposta ad ogni singola domanda è stata positiva. Non sono stati effettuati arresti, restrizioni alla libertà o alle organizzazioni di dimostrazioni. Ma tutti loro hanno condiviso il punto che non vogliono partecipare alla DSA.
Hanno tre dispute con il PYD e DSA. Essi ritengono che il PYD e il Tev-Dam abbiano tradito il popolo curdo. Le loro ragioni includono il fatto che la metà di Hassaka è sotto il controllo del governo e che le forze del governo sono ancora nella città di Qamchlo ,anche se hanno ammesso che queste forze sono inefficaci e controllano solo una piccola parte di terra. Il loro punto di vista è che questo è un grosso problema e il PYD e il Tev-Dam siano compromessi con il regime siriano.
Abbiamo detto loro che devono pensare che il PYD e la politica del Tev-Dam sono la politica del "Né pace,né guerra" per bilanciare la situazione. E ha avuto successo e ha beneficiato tutti nella regione, compresi tutti i partiti di opposizione per i motivi già citati in precedenza. Gli abbiamo anche detto che dovrebbero sapere meglio di noi che è stato semplice per il PYD cacciare le milizie di Assad da entrambe le città con il sacrificio di alcuni dei loro miliziani ma cosa accadrà dopo questo?!! Abbiamo detto loro che sappiamo che Assad non vuole rinunciare ad Hassaka e, quindi, la guerra ricomincerà con l'uccisione, la persecuzione,i bombardamenti e la distruzione di città e di villaggi. Inoltre, questo apre una porta per l’Isis / IS e al-Nusra per lanciare un attacco contro tutti loro. Ci sarebbe la possibilità per l'esercito di Assad, l'esercito siriano libero e il resto delle organizzazioni terroristiche che si combattono l’un l’altro nella regione, con la conseguenza di perdere tutto ciò che è stato raggiunto finora. Non ci hanno dato alcuna risposta.
L'opposizione non vuole unirsi alla DSA e le prossime elezioni di questo corpo si svolgeranno tra pochi mesi se la situazione rimane la stessa. Le loro ragioni sono, in primo luogo, l’accusa verso il PYD di cooperare con il regime, anche se non hanno alcuna prova per dimostrare questa tesi. In secondo luogo, le prossime elezioni non saranno un'elezione libera perché il PYD non è un partito democratico, bensì un partito burocratico. Ma sappiamo che il PYD ha quasi gli stessi numeri e posizioni di qualsiasi altro partito del DSA in modo che questo resoconto sia sbagliato. Abbiamo detto loro che se credono nel processo elettorale devono partecipare se vogliono vedere un'amministrazione con più democrazia e meno burocrazia. Hanno detto che il PYD si è ritirata dalla Conferenza Nazionale Curda del KRG, che ha avuto luogo lo scorso anno nella città di Irbil, per discutere la questione curda. Ma dopo,quando abbiamo controllato questo fatto con le persone del PYD e del Tev-Dam, ci hanno detto che hanno la prova di un documento scritto che dimostra che si sono impegnati al patto, ma che l'opposizione non si è impegnata.
L'opposizione vuole stabilire un proprio esercito, ma non sono autorizzati dal PYD. Quando abbiamo posto la questione al PYD e al Tev-Dam ci hanno detto che l'opposizione potrebbe avere i propri combattenti, ma devono essere sotto il controllo delle unità del People’s Defence Units e del Women’s Defence Units.. Ci hanno detto che la situazione è molto sensibile e molto tesa. Essa può causare un ulteriore combattimento tra di loro e che questa è la loro grande paura e non possono permettersi di lasciare che accada. Il PYD ha semplicemente detto che non vuole gli stessi fallimenti ripetuti nel Kurdistan occidentale. Con l’esperimento fallito, si riferiscono all’esperimento del Kurdistan iracheno nella seconda metà del 20 ° secolo, che durò fino alla fine del secolo scorso, dove ci furono tanti scontri tra le diverse organizzazioni curde. Alla fine, il PYD e il Tev-Dam ci hanno chiesto di tornare dai partiti di opposizione, con l'autorità di offrire loro, a nome del PYD e del Tev-Dam, tutto, tranne il permesso di avere le forze militari sotto il proprio controllo.
Pochi giorni dopo abbiamo avuto un altro incontro durato quasi tre ore nella città di Qamchlo con i capi dei tre partiti curdi: il Partito democratico del Kurdistan in Siria (Al Party), il Partito curdo per la democrazia e l'uguaglianza in Siria e il Partito per la democrazia patriottica curda in Siria. Nel corso della riunione, hanno più o meno ripetuto i motivi dei loro colleghi, nel corso della riunione precedente,del perché non si aggiungono al DSA e al Tev-Dam per costruire e sviluppare la società curda. Abbiamo avuto una lunga discussione con loro, cercando di convincerli che, se volevano risolvere la questione curda, una forza potente nel Paese e per evitare la guerra e la distrazione, allora avrebbero dovuto essere indipendenti dal KRG e dal KDP e non lavorare nell'interesse di nessuno se non del popolo del Kurdistan occidentale. Il più delle volte furono silenziosi e non hanno risposto alle nostre proposte.
Pochi giorni dopo abbiamo incontrato anche rappresentanti di un paio di partiti politici cristiani e
l'Organizzazione Giovanile Cristiana nel Qamchlo. Nessuno di questi partiti ha aderito al DSA o al Tev-Dam per le loro ragioni, ma ha ammesso che ottengono del bene con il DSA e il Tev-Dam e sono d'accordo con le loro politiche. Hanno apprezzato anche che la loro sicurezza, e la protezione dall'esercito siriano e dai gruppi terroristici era dovuto alle forze del People’s Defence Units o del Women’s Defence Units che hanno sacrificato la loro vita per realizzare tutto ciò che è stato suddetto per tutti nella regione. Tuttavia, le persone dell'Organizzazione Giovanile Cristiana nel Qamchlo non erano felici con il DSA e Tev-Dam. Il loro problema era di non avere abbastanza energia elettrica. A causa di questo hanno detto che cercheranno un'alternativa al DSA e al Tev-Dam e, se la situazione rimarrà la stessa, allora non avranno altra scelta che emigrare in Europa. Il capo di uno dei partiti politici, che era presente alla riunione ha risposto loro dicendo:
Di cosa stai parlando Figlio? Siamo nel bel mezzo di una guerra,riesci a vedere cosa è successo nel resto delle principali città della Siria? Riesci a vedere quante donne, uomini, anziani e bambini vengono uccisi ogni giorno?!! L’energia in questa particolare situazione non è molto importante; possiamo usare altri mezzi, invece. Ciò che è importante in questo momento è: sedere a casa senza paura di essere uccisi, lasciando i nostri figli per le strade, a giocare senza paura che vengano rapiti o uccisi. Possiamo fare funzionare il nostro business come al solito, nessuno ci assalta,ci limita o ci insulta ... c'è pace, c'è libertà, e c'è giustizia sociale ...
I membri degli altri partiti politici hanno concordato e riconosciuto tutti questi fatti.
Prima di lasciare la regione, abbiamo deciso di parlare ai negozianti, imprenditori, proprietari delle bancarelle e persone al mercato per ascoltare le loro opinioni, che per noi erano molto importanti. Ognuno sembrava avere un parere molto positivo del DSA e del Tev-Dam. Erano felici per l'esistenza della pace,della sicurezza e della libertà e di mandare avanti la propria attività, senza alcuna interferenza da eventuali fazioni.

La trincea vergognosa
L'anno scorso il governo iracheno e il KRG hanno concordato, presumibilmente per ragioni di sicurezza, di scavare una trincea lunga 35 km,profonda oltre due metri e larga circa due metri, sul confine iracheno / siriano del Kurdistan. La trincea separa Al Jazera nel Kurdistan occidentale dal Kurdistan iracheno,nel sud. Il fiume Tigri copre cinque chilometri di questo confine quindi non c'era bisogno di una trincea. I dodici chilometri successivi sono stati costruiti dal KRG, e gli ultimi diciotto chilometri costruiti dal governo iracheno.
Sia il KRG che il governo iracheno dicono che la trincea era una misura necessaria a causa dei timori per la pace e per la sicurezza nelle terre irachene, tra cui la regione del Kurdistan. Ma le persone fanno grandi domande su queste paure. Che paura? Da chi? Da Isis / Is? E 'impossibile per gruppi come l’Isis /Is arrivare in Iraq o nel KRG attraverso quella parte della Siria che è stata protetta dalle forze del PDU e del WDU e inoltre Al Jazera è stata ripulita completamente dall’Isis/Is. Tuttavia, la maggioranza delle persone curde sanno che ci sono un paio di motivi per scavare la trincea. In primo luogo, impedire ai siriani che fuggono dalla guerra di raggiungere il Kurdistan iracheno. Inoltre, il capo del KRG, Massoud Barzani, come spiegato sopra, è preoccupato per il PKK e per il PYD e quindi lui e il KRG vogliono impedire a loro o chiunque altro del
DSA di entrare in questa parte del Kurdistan. In secondo luogo, la trincea aumenterà l'efficacia delle
sanzioni utilizzate contro il Kurdistan occidentale, nel tentativo di strangolarlo e di costringerlo ad un punto di resa, in modo da cadere nelle condizioni del KRG. Tuttavia, data la scelta tra la resa e la fame per i curdi nel Kurdistan siriano,sento che sceglierebbero la fame. Questo è il motivo per cui la maggior parte dei curdi, ovunque vivano, chiama la trincea la "vergognosa trincea" ..
Non vi è dubbio che le sanzioni hanno paralizzato la vita curda in Al Jazera dato che le persone hanno bisogno di tutto, comprese le medicine, soldi, medici, infermieri, insegnanti, tecnici e esperti delle aree industriali, soprattutto nel settore dei giacimenti petroliferi e di raffinazione per farli funzionare. Ad Al Jazera, hanno migliaia di tonnellate di grano che essi sono felici di vendere da $ 200 a $ 250 una tonnellata al governo iracheno, ma esso paga dai $ 600 ai $ 700 per ogni tonnellata di grano altrove.
Ci sono persone nel Kurdistan occidentale che non capiscono perché il KRG, come governo autonomo curdo, e il suo presidente, Massoud Barzani, (che si dice un grande leader curdo) vogliano far morire di fame il proprio popolo in un'altra parte del Kurdistan.
Nel Qamchlo, la Tev-Dam ha chiamato una grande, manifestazione pacifica Sabato, 9 maggio 2014.Alcune migliaia di persone hanno preso posizioni contro chi ha scavato la trincea vergognosa. Ci sono stati molti discorsi potenti da persone e organizzazioni diverse, tra cui la Casa del Popolo e molti altri gruppi e comitati. Nessuno dei loro discorsi ha creato tensione. Le persone si sono concentrate nei loro discorsi principalmente sulla fratellanza, le buone relazioni e la cooperazione tra i due lati del confine, la riconciliazione tra tutte le parti contestate e la pace e la libertà. Alla fine è diventata una festa di strada con persone che ballavano felicemente e cantavano, in particolare inni.

Aspettative e timori
E 'molto difficile sapere quale direzione prenderà il movimento di massa del Kurdistan occidentale, ma questo non significa che ci limita da aspettative e dall’analizzare ciò che può influenzare la direzione di questo movimento e il suo futuro. Il completo successo o fallimento di questo grande esperimento che la regione, almeno per un lungo periodo di tempo, non ha visto, dipende da tanti fattori che possono essere suddivisi in interni (questioni interne e problemi all'interno del movimento stesso e con il KRG) e fattori esterni.
Tuttavia, qualunque cosa accada, alla fine, dobbiamo affrontarlo, ma ciò che è importante è: la resistenza,la sfida e lo stimolo, non arrendersi, la fiducia e il credere nell’apportare modifiche. Rifiutare il sistema attuale e afferrare le opportunità è più importante, a mio parere, della vittoria temporanea, perché tutti questi sono i punti chiave necessari per raggiungere l'obiettivo finale.

I fattori esterni
La direzione della guerra e l'equilibrio delle forze all'interno della Siria:
Era abbastanza evidente all'inizio della rivolta popolare in Siria, che essa dovesse essere a beneficio del popolo siriano,dopo la fine tanto attesa del regime di Assad e che non avrebbe preso molto tempo una volta che le persone si fossero unite sia all’interno che all’esterno del Paese. Tuttavia, dopo un po', i gruppi terroristici vennero coinvolti e cambiarono la direzione della rivolta del popolo, come abbiamo visto tutti e ancora vediamo attraverso i media. Questo è accaduto perché Assad è stato molto abile nella realizzazione di un paio di politiche che hanno interessato direttamente la rivolta del popolo rendendo il suo regime forte.
In primo luogo, ha ritirato tutte le sue forze dalle tre regioni curde di Afrin, Kobany e Al Jazera tranne che per poche migliaia nella regione di Al Jazeera, come ho spiegato in precedenza. Ovviamente, una parte del motivo del ritiro era dovuto alla pressione dei manifestanti curdi.
In secondo luogo, ha aperto il confine con la Siria ad organizzazioni terroristiche per fargli fare quello che volevano. Ormai sappiamo tutti ciò che è accaduto dopo.
In questo modo, Assad è riuscito a indebolire e a isolare i manifestanti contro il suo regime e ha anche inviato un messaggio alla cosiddetta "comunità internazionale" per dire loro che non c'era alternativa a lui e a suo regime, tranne i gruppi terroristici.
Volevano veramente gli Stati Uniti,il Regno Uniti,i Paesi occidentali e il resto tutto ciò? Naturalmente, in una certa misura, la risposta è no. Tutto dipende dai loro interessi. Queste politiche hanno lavorato molto bene e hanno completamente cambiato la direzione della battaglia.
Quindi, c'era la possibilità per Assad di rimanere al potere, almeno per un breve periodo di tempo dopo aver negoziato con gli Stati Uniti, le Nazioni Unite,il Regno Unito e con i loro agenti. In quel caso, avrebbe potuto imparare una lezione per cambiare la sua politica nei confronti del popolo curdo, ma alle sue condizioni e non nel modo in cui avrebbe voluto il popolo curdo.
Se Assad venisse sconfitto nella guerra con i gruppi terroristici con l'appoggio degli Stati Uniti, Regno Unito, UE e la "Comunità Internazionale", e andassero al potere, di certo non ci sarebbe alcun futuro sia per la DSA o Tev-Dam . Se le forze moderne, come i partiti o le organizzazioni che compongono l’Esercito Libero della Siria (FSA) non sono ancora al potere, allora ci sono ben poche possibilità per il popolo curdo in quanto non hanno una buona soluzione per la loro questione,lasciati soli quando salgono al potere. Naturalmente, ci sono altre possibilità di porre fine al potere di Assad, compreso l'assassinio o attraverso un colpo di stato militare ..

Il ruolo e le influenze dei paesi limitrofi della regione
La gente comune in Siria ha cominciato la rivolta a causa della soppressione esistente, l'oppressione, la mancanza di libertà e di giustizia sociale, la corruzione, la discriminazione, la mancanza di diritti umani, e nessun diritto per le minoranze etniche come i curdi, turcomanni e altri. La vita per la maggioranza delle persone era terribile; redditi bassi, il costo della vita in continuo aumento e la disoccupazione sono serviti come ispirazione per la "primavera araba".
Tuttavia, le proteste,le dimostrazioni e le rivolte dal basso sono state dirottate dai governanti vicini in una guerra delegata tra l'Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia con il sostegno degli Stati Uniti e dei Paesi occidentali da un lato e il regime di Assad, l'Iran e Hezbollah sull’altro. Il governo iracheno non ha annunciato il suo sostegno per il regime di Assad, ma voleva, e vuole ancora, Assad al potere a causa della stretta relazione tra sciiti e alawiti e anche perché l'Iran è il più stretto alleato dell'Iraq, mentre l'Iran è anche molto vicino alla Siria . Ciò che è stato lasciato dai Paesi vicini fu l'atteggiamento del KRG verso ciò che accade in Siria, a causa della vicinanza del KRG, e, soprattutto, del suo presidente, Massoud Barzani,alla Turchia. Hanno annunciato, sin dall'inizio, il loro sostegno per l'opposizione siriana al regime di Assad.
Qui dobbiamo notare la doppia morale e l'ipocrisia del KRG in quanto, da un lato, sono contro Assad pur sostenendo l'opposizione, ma,d'altra parte, sono contro i curdi in Siria e il loro movimento di massa popolare che sono una delle principali e più costruttive forze contro Assad.
Ovviamente ogni Paese ha un grande impatto siccome alcuni di loro stanno sostenendo il regime di Assad e altri sostengono l'opposizione siriana. Ciò che è importante sapere è che nessuno di questi Paesi sono amici o vicini della nazione curda in qualsiasi parte del Kurdistan, sia nel Kurdistan siriano, iracheno,iraniano sia nel Kurdistan turco. Non hanno mai avuto un giudizio positivo sulla questione curda e mai,sinceramente,hanno voluto risolvere questo problema, ma avevano un giudizio positivo sui partiti politici curdi nazionalisti quando queste parti lavoravano e combattevano nei loro interessi.

Il ruolo della Cina e della Russia
Anche se la Russia è diventata molto più piccola e meno potente di prima, ha ancora peso e potenza, in concorrenza con gli Stati Uniti e i Paesi occidentali. Non è una sorpresa vedere ora che la Russia non riesce a raggiungere un accordo con l'Occidente riguardo il regime di Assad. C'è anche il fatto che la Siria, anche quando il padre di Assad era al potere, era sempre in campo sovietico. Questo è in aggiunta al fatto che la Russia è vicino all'Iran, che è il principale alleato della Siria.
Per quanto riguarda la Cina, anche lei ha i propri interessi nella regione, in particolare in Iran. Pertanto, la Cina cerca di proteggere tale interesse in quanto non è a suo vantaggio vedere Assad andarsene perché sa che il prossimo sarà l'Iran. Così gli interessi della Russia e della Cina e il loro supporto per la Siria rendono la guerra più lunga di quanto ci si aspettasse. Da quanto detto sopra, possiamo vedere come due Paesi potenti dovrebbero affrontare la questione curda in Siria, in particolare con il DSA e il Tev-Dam. A mio parere, gli affari e i profitti decideranno, alla fine, se sosterranno o meno il popolo curdo in futuro.
Allo stato attuale, non vi è alcun supporto per il DSA e il Tev-Dam dalla Cina,dalla Russia o dai Paesi americani e occidentali, mentre i curdi in Siria sono la principale opposizione contro le forze terroristiche come l’Isis / IS, attraverso le milizie della PDU e WDU. Queste unità sono costantemente in lotta contro questi gruppi terroristici nelle regioni curde di Al Jazera e di Kobney.
Possiamo vedere qui la doppia morale e l'ipocrisia degli Stati Uniti e dei paesi occidentali. Hanno lanciato una guerra contro il terrorismo, ma mentre il popolo curdo in Siria è l’unico che combatte seriamente le organizzazioni terroristiche, i Paesi di cui sopra non li supportano.
Le principali ragioni, a mio parere, sono:
1 Non sono seri nella lotta contro i terroristi e il terrorismo perché essi stessi o i loro alleati li hanno creati e supportati.
2. Combattono le persone che credono nell'Islam, piuttosto che combattere la religione stessa e il suo libro sacro,il Corano.
3. Possono avere bisogno di questa organizzazione in futuro.
4. Essi non vogliono alterare o rivedere la loro politica estera.
5. Gli Stati Uniti e il Regno Unito supportano, finanziariamente e moralmente, tutte le fedi reazionarie sotto il nome delle pari opportunità,della libertà e riconoscendo le diverse culture. Possiamo già vedere più di un centinaio di tribunali della sharia in Gran Bretagna
6. Il punto principale è che il movimento democratico di massa nel Kurdistan siriano, tra cui il DSA, non ha creato religioni o un potere nazionalista o liberale. Sanno che le persone in questa parte del mondo, hanno dato vita al potere del popolo,che hanno dimostrato che essi stessi possono governare attraverso la democrazia diretta senza governo e sostegno da parte degli Stati Uniti, dei Paesi occidentali e delle istituzioni finanziarie internazionali, come il FMI, BM e CBE (Banca centrale europea).

I fattori interni
Con fattori interni intendo qualunque cosa possa accadere all'interno del Kurdistan occidentale. Questo include i seguenti fattori:
La guerra civile tra il popolo curdo. Qui non intendo solo una guerra tra i partiti politici all'interno del Kurdistan occidentale, ma la guerra tra il KRG nel Kurdistan iracheno e le forze della PDU, WDU e PKK.
C'è un rapporto molto stretto tra il PKK e il PYD che sono dietro questo esperimento nel Kurdistan siriano e sono stati di grande aiuto. Ho detto in precedenza che c’è stata una storia di sangue tra il PKK e il KDP e anche una forte controversia tra di loro sulla leadership curda.
Tuttavia, per qualche tempo, Abdulla Ocallan, nei recenti libri e testi / messaggi, ha denunciato e rifiutato lo Stato e l'autorità. Ma fino ad ora non ha respinto la sua autorità e denunciato quelle persone che si riferiscono a lui come un grande leader o chi lavora duramente per dargli una posizione sacra. L'atteggiamento di Ocallan non può essere corretto se non rifiuta anche la propria autorità e leadership.
Al momento, la situazione sta peggiorando e il rapporto del KRG con il PYD e PKK sta deteriorando, quindi c'è una possibilità di un combattimento tra di essi, specialmente dato che il KRG è, giorno dopo giorno, sempre più vicino alla Turchia. Una volta che questa guerra inizia non c'è dubbio che l’Isis / IS e altri parteciperanno al combattimento dalla parte del KRG e della Turchia. L'unico modo per evitare che ciò accada è attraverso proteste di massa, manifestazioni e occupazioni di massa nel Kurdistan iracheno e altrove da parte degli amici dei curdi siriani.

La Tev-Dam diventa debole
Come spiegato in precedenza, è la Tev-Dam che ha creato questa situazione, con i suoi gruppi, comitati, comuni e con la Casa del Popolo che è l'anima e la mente del movimento di massa .La Tev-Dam è stata la forza principale nella creazione del DSA. In generale, è la Tev-Dam che fa la differenza nel forzare il risultato di ciò che potrebbe accadere lì ed è l'ispirazione per il resto della regione.
E 'difficile per me vedere l'equilibrio tra il potere della Tev-Dam e del DSA in futuro. Ho avuto l'impressione che fino a quando il potere del DSA aumenterà,il potere della Tev-Dam diminuirà e anche il contrario.
Ho sollevato questo punto con i compagni della Tev-Dam. Sono in disaccordo con me e credono che più il DSA diventa forte,e più la Tev-Dam diventa potente. La loro ragione per questa idea è che guardano il DSA in quanto organo esecutivo, che esegue e attua le decisioni fatte dalla Tev-Dam e dai suoi organi. Tuttavia, non posso essere d'accordo o in disaccordo con loro perché il futuro mostrerà la direzione che prenderà tutta la società e il movimento.

Il PYD e le sue strutture di partito
Il PYD, l’United Democratic Party e il PKK sono dietro il movimento democratico di massa e sono partiti politici aventi tutte le condizioni di cui un partito politico ha bisogno in quella parte del mondo: l'organizzazione gerarchica e comandare le persone, e tutti gli ordini e i comandi dei leader arrivano giù alle altri parti del partito. Non c'è stata molta consultazione con i membri quando si trattava di prendere una decisione su grandi temi. Sono molto ben disciplinati, hanno regole e ordini da seguire, segreti e relazioni segrete con diversi partiti, in diverse parti del mondo,sia se sono al potere e sia se non lo sono.
D'altra parte, posso vedere la Tev-Dam come esattamente il contrario. Molte persone all'interno di questo movimento non sono state membri del PKK o del PYD. Essi credono che la rivoluzione deve partire dal basso della società e non dall'alto, non credono nei poteri dello Stato e dell’autorità e si riuniscono in incontri per prendere le proprie decisioni in merito a ciò che vogliono e tutto ciò che è nel migliore interesse delle persone. Dopo di che, chiedono al DSA per eseguire le loro decisioni. Ci sono molte differenze tra il PYD e il PKK e il Movimento della Società Democratica,la Tev-Dam.
La domanda è: mentre quelli sono i compiti e la natura della Tev-Dam e quella è la struttura del PYD e del PKK, come può esserci un compromesso? La Tev-Dam segue il PYD e il PKK o essi seguono la Tev-Dam, o chi controlla chi?
Questa è una domanda a cui non posso rispondere e devo aspettare e vedere. Tuttavia, credo probabilmente che la risposta sia nel prossimo futuro.

La paura dell’Ideologia e degli ideologi che possono divenire sacri
L'ideologia è una visione. Guardare o vedere tutto dal punto di vista ideologico può essere un disastro in quanto ti dà una soluzione o una risposta pronta, ma che non si connette con la realtà della situazione. Per la maggior parte del tempo, gli ideologi cercano una soluzione nelle parole di vecchi libri che sono stati scritti molto tempo fa, mentre quei libri non sono rilevanti per il problema o la situazione attuale.
Gli ideologi possono essere pericolosi quando vogliono imporre le loro idee prese da ciò che è stato scritto nei libri antichi, nella situazione attuale. Sono molto gretti, molto persistenti, bastonano con le loro idee e sono fuori dal mondo. Non hanno rispetto per le altre persone che non condividono la loro stessa opinione. In breve, gli ideologi credono che l'ideologia, o il pensiero, creano le insurrezioni o le rivoluzioni, ma per i non-ideologi, gente come me, è vero il contrario.
E' davvero un peccato che abbia trovato molti ideologi tra il PYD e i membri della Tev-Dam, soprattutto quando si trattava di discussioni sulle idee di Abdulla Ocallan. Queste persone sono molto attaccate ai principi di Ocallan, e fanno riferimento ai suoi discorsi e libri nelle nostre discussioni. Hanno fede totale in lui e, in un certo senso,è sacro. Se questa è la fede che le persone hanno messo nel loro capo e hanno paura di lui,è molto spaventoso e le conseguenze non saranno buone. Per me, nulla deve essere sacro e tutto può essere criticato e respinto se ce n’è bisogno. Peggio di così, c'è la Casa dei bambini e Centri giovanili. Nella Casa dei Bambini e Centri giovanili, ai bambini vengono insegnate nuove idee, tra cui la rivoluzione e molte altre cose positive che i bambini hanno bisogno di fare per essere membri utili della società. Tuttavia, oltre a questo ai bambini viene insegnata l'ideologia e le idee e i principi di Ocallan e la sua grandezza come
leader del popolo curdo. A mio parere, i bambini non dovrebbero essere portati a credere in
un'ideologia. Non dovrebbero avere lezioni sulla religione, nazionalità, razza o colore. Essi dovrebbero essere liberi fino a quando diventeranno adulti e potranno decidere da soli per se stessi.

Il ruolo delle Comuni
Nelle pagine precedenti ho spiegato le Comuni e i loro ruoli. I compiti delle Comuni devono essere modificati in quanto non possono semplicemente essere coinvolte nei problemi dei posti dove sono state istituite e prendere decisioni sulle cose che succedono lì. Le comuni devono aumentare i loro ruoli, compiti e poteri. E' vero che non ci sono fabbriche,né aziende e né sezioni industriali. Ma Al Jazera è un cantone agricolo che coinvolge molte persone in villaggi e piccole città e il grano è il suo prodotto principale. Questa regione è anche molto ricca di petrolio, gas e fosfati, anche se molti dei giacimenti petroliferi non sono in uso a causa della guerra e della mancanza di manutenzione, anche prima della rivolta.
Quindi per le Comuni queste sono ulteriori aree per coinvolgere sé stesse nel loro controllo, nel loro utilizzo e nella distribuzione di prodotti per le persone secondo le loro libere necessità. Qualunque cosa rimanga, dopo la distribuzione, i membri della Comuni possono decidere e accettare di commerciarli; venderli, scambiarli per i materiali necessari per le persone o semplicemente conservarli per dopo quando sarà necessario. Se le Comuni non eseguono questi compiti e mantengono quello che fanno adesso, i loro compiti, ovviamente saranno incompiuti.

La conclusione e le mie parole finali
Ci sono così tanti diversi punti di vista e opinioni di destra, di sinistra, separatisti, trotzkisti, marxisti, comunisti, socialisti, anarchici e libertari sul futuro dell'esperimento nel Kurdistan occidentale, che, in realtà, meritano più righe. Io, come anarchico, non vedo gli eventi in bianco o nero, non ho una soluzione pronta per loro e inoltre non ritornerò mai ai vecchi libri per trovare le soluzioni agli eventi correnti che stanno prendendo parte o per i loro esiti perché credo che la realtà, gli eventi stessi e le situazioni creano le idee e i pensieri,e non il contrario. Li guardo con una mente aperta e li collego a tanti fattori, e alle ragioni del loro verificarsi.
Tuttavia, devo dire un paio di cose circa ogni rivolta e rivoluzione, perchè sono molto importanti per me. In primo luogo, la rivoluzione non sta esprimendo rabbia, non viene creata per un ordine o un comando, non è qualcosa che può accadere nel giro di ventiquattro ore e non è un colpo di stato militare, colpo di stato bolscevico o la cospirazione dei politici. Inoltre, non è solo lo smantellamento delle infrastrutture economiche della società e l'abolizione della classe sociale. Ciò che ho detto sopra sono tutti i punti di vista e le opinioni della sinistra,dei marxisti e comunisti e dei loro partiti. Queste sono le loro definizioni di rivoluzione. Guardano alla rivoluzione in questo modo perché sono dogmatici e vedono i rapporti di classe esistenti in modo meccanicistico. Per loro, quando accade la rivoluzione e viene abolita la società di classi,è la fine della storia e il socialismo può essere stabilito . A mio parere, anche se la rivoluzione ha successo, ci saranno ancora possibilità che ci sia un desiderio per l'autorità, all'interno delle famiglie,all’interno delle fabbriche e delle aziende, nelle scuole, nelle università e in molti altri luoghi e istituzioni. Questo in aggiunta alle restanti differenze tra uomini e donne e l'autorità degli uomini sulle donne all'interno del socialismo. Inoltre, rimarrà una cultura avida ed egoista,e l'uso della violenza con molte altre cattive abitudini che già esistono nella società capitalista. Non possono scomparire o dissolversi in breve tempo. In realtà, resteranno con noi per un lungo, lungo tempo e potrebbero minacciare la rivoluzione.
Così, cambiando l'infrastruttura economica della società e raggiungendo la vittoria sulla società di classe non si può né dare alcuna garanzia che la rivoluzione sia compiuta, né che si possa mantenere per lungo tempo. Quindi, credo che ci debba essere una rivoluzione nella vita sociale, nella nostra cultura, nell'istruzione, nella mentalità degli individui e nei comportamenti individuali e di pensiero. Le rivoluzioni nei settori menzionati sopra non sono solo necessarie, ma anzi, devono accadere prima o insieme al cambiamento dell’infrastruttura economica della società. Non credo che sia finita, dopo la rivoluzione nell'infrastruttura economica della società. Si deve riflettere in tutti gli aspetti della vita della società e dei suoi membri. Per me, le persone risentono del sistema attuale e credono nel cambiamento di esso. Hanno la tendenza alla ribellione, la coscienza di essere usati e sfruttati e, in aggiunta, la mentalità di resistenza, cose estremamente importanti per mantenere la rivoluzione.

Come posso collegare il punto di sopra all’esperimento del popolo del Kurdistan occidentale?
In risposta, dico che questo esperimento esiste da oltre due anni e ci sono generazioni che sono testimoni di questo. Sono ribelli o già hanno la tendenza alla ribellione, vivono in armonia e un'atmosfera libera e sono abituati a nuove culture: una cultura del vivere insieme in pace e libertà, una cultura di tolleranza e di dare non solo di prendere, una cultura dell’essere molto fiduciosi e ribelli, una cultura di fede nel lavorare volontariamente e per il bene della comunità, una cultura di solidarietà e di vivere per l'altro e una cultura in cui tu sei il primo e io sono il secondo.
Nel frattempo, è vero che la vita è molto difficile, vi è una mancanza di molte risorse di base e necessarie e il tenore di vita è basso, ma la gente è piacevole, felice,e allo stesso momento, sorridente e vigile, molto semplice e umile,e il divario tra ricchi e poveri è minimo. Tutto ciò ha, in
primo luogo, aiutato le persone a superare le difficoltà nella loro vita e il disagio. In secondo luogo, gli eventi, la loro storia personale e l'attuale ambiente in cui essi vivono gli ha insegnato che, in futuro, non saranno messi sotto una dittatura, essi resisteranno alla repressione e all'oppressione, essi cercheranno di mantenere ciò che avevano prima; hanno uno spirito di sfida e provocazione e non accetteranno più che altre persone prendano decisioni per loro. Per tutte queste ragioni, la gente resiste senza arrendersi, sta di nuovo sulle sue gambe, lotta per i loro diritti e resiste al ritorno della cultura precedente.
Il secondo punto è che alcune persone ci dicono che questo movimento ha Abdulla Ocallan, il PKK e il PYD dietro di esso,perciò, se le persone cercano di deviare questo esperimento, esso si concluderà o un dittatore prenderà il potere. Beh,questo è possibile e può accadere. Ma anche in questa situazione, non credo che la gente in Siria o nel Kurdistan occidentale possa più tollerare una dittatura o un governo di stampo bolscevico. Credo che siano passati i giorni in cui il governo in Siria poteva massacrare 30.000 persone nella città di Aleppo, nel giro di pochi giorni. Anche il mondo è cambiato e non è com’era prima.
Tutto ciò che rimane da dire è che quello che è successo nel Kurdistan occidentale non è stata un'idea di Ocallan, come molte persone vogliono dirci. In realtà questa idea è molto vecchia e Ocallan ha sviluppato questi pensieri in carcere, familiarizzando con loro attraverso la lettura di centinaia e centinaia di libri, senza smettere di pensare e analizzando le esperienze dei movimenti nazionalisti,comunisti e dei loro governi nella regione e nel mondo e il perché essi sono tutti falliti e non potevano conseguire ciò che essi hanno sostenuto. La base di tutto questo è che egli sia convinto che lo Stato, qualunque sia il suo nome e la sua forma, è uno Stato e non può sparire quando viene sostituito da un altro Stato. Per questo, Abdulla Ocallan merita credito.

lunedì 1 settembre 2014

Né con l'Ucraina né con la Russia! Ampliamo il nostro fronte, quella della rivoluzione sociale

Diserzioni di massa, proteste contro l'invio delle truppe al fronte, manifestazioni contro la guerra e contro il peggiorare delle condizioni di vita, scioperi di minatori difesi anche con le armi. Gli episodi raccontati nel testo che segue appartengono a un conflitto che non è certo nato qualche mese fa in Ucraina, ma accompagna praticamente da sempre la storia dell'umanità, intrecciandosi, o meglio, tentando di resistere e opporsi alle guerre che di volta in volta contrappongono gli Stati ma anche potenze dai tratti meno formali. La lotta di classe. Di questo conflitto, di questa resistenza proletaria alla guerra non vi è alcuna traccia nella mole di informazioni sulla vicenda ucraina che da mesi ci sommerge. E non è certo un caso. Per questo, nonostante non ne condividiamo completamente l'analisi di fondo, abbiamo deciso di tradurre e presentarvi questo testo, pubblicato sul blog di un gruppo di compagni cechi chiamato “Tridni Valka”, Guerra di Classe. Perché le uniche chiavi di lettura di quanto sta accadendo tra Kiev e Donetsk, proposte tanto dai giornali mainstream quanto da una certa sinistra militante, nascondono l'invito, più o meno esplicito, a prendere le parti di uno dei due contendenti, l'esercito governativo filo-occidentale o quello separatista filo-russo.
Dovremmo farlo in nome del diritto di uno Stato a non subire ingerenze esterne, oppure del diritto di un popolo all'autodeterminazione, ammantato per di più in questo caso da nostalgie tardosovietiche o presunte priorità antifasciste. Oppure, molto più modestamente, dovremmo farlo in nome di un male minore, la cui entità viene però troppo spesso valutata attraverso sfocate lenti ideologiche piuttosto che sulla base delle reali condizioni di vita di chi poi si trova a soffrire questo male.

Schiacciati dalle truppe governative e separatiste, e dai loro alleati, i proletari ucraini stanno cercando di resistere e difendersi come possono. Questa resistenza è lo schieramento, composito e contraddittorio, che dobbiamo sostenere. Darle voce è certamente importante e ci auguriamo quindi che altri testi, simili a questo, possano aiutarci a comprendere meglio quanto sta accadendo in Ucraina. Come poi sostenerla praticamente è un problema certamente non da poco che richiederebbe, e meriterebbe, uno sforzo di cui per ora non ci sembra ci sia alcuna traccia. Ma non è possibile farlo, lo ripetiamo, se non a partire dalla semplice scelta di campo “Nè con l'Ucraina né con la Russia”.


Né con l'Ucraina né con la Russia!
Ampliamo il nostro fronte, quella della rivoluzione sociale. (*)

Quando, mesi fa, abbiamo scritto sul nostro testo, “Preparativi per la guerra tra Ucraina e Russia – show o realtà?” (1) , che le condizioni per una nuova guerra stavano maturando in Ucraina, molti compagni hanno espresso dei dubbi o anche un aperto disaccordo con un'affermazione così categorica. Ora possiamo dire che il conflitto in Ucraina è chiaramente passato dalla fase “fredda” a quella “calda” e che ciò a cui assistiamo in questo momento nell'est del paese è una guerra vera e propria. Da Lugansk, lungo il confine con la Russia, a Mariupol, sul Mar Nero, due schieramenti militari si affrontano quotidianamente nel tentativo di estendere il proprio controllo sul territorio; combattono su terra come in aria, nelle campagne come nelle zone industrializzate; l'artiglieria bombarda i villaggi, l'aviazione bombarda le città (con il pretesto che i loro nemici utilizzano gli abitanti come scudi umani), uomini, donne e bambini muoiono sotto le bombe e i missili... In quattro mesi di conflitto più di 2 mila tra civili e militari sono stati uccisi e altri 6 mila feriti; 117 mila proletari sono stati costretti ad abbandonare la propria città e sono restati all'interno dei confini ucraini, mentre altri 730 mila hanno trovato rifugio in Russia. Proprio mentre stiamo scrivendo questo articolo, altri cadaveri coprono le strade di Donetsk, presa dalla stretta mortale delle truppe governative.

Nella stesso testo abbiamo anche scritto come l'unica risposta che il proletariato può dare alla guerra è quella di organizzarsi e sviluppare il disfattismo rivoluzionario, rifiutare cioè concretamente di andare a combattere per l'una o per l'altra fazione, impegnandosi piuttosto a costruire una rete di relazioni tra proletari di entrambi gli schieramenti attraverso la lotta contro le due borghesie. Così come il conflitto si è sviluppato negli ultimi mesi, anche il nostro articolo (che risale ormai a tre mesi fa) merita un post scriptum.Il testo che segue è basato su informazioni prese da diverse fonti, che citiamo in chiusura dell'articolo, che vanno dai blog militanti ai media ufficiali. Questa breve descrizione di alcuni avvenimenti verificatisi in Ucraina ha richiesto molte ore di attento lavoro: raccogliere informazioni, leggere testi, guardare video, comparare dati differenti etc. Ci teniamo a sottolineare soprattutto due cose: in primis, il fatto che gli eventi da noi descritti non siano stati riportati dalla BBC o da Euronews non vuol dire che questi non siano mai accaduti, o che noi ce li siamo inventati (alcune fonti “di sinistra” e, a volte, anche alcuni media ufficiali russi e ucraini hanno riportato questi fatti). In secondo luogo, è chiaro che le notizie che abbiamo dell'Ucraina sono caotiche, incomplete e a volte contraddittorie. Questo però non significa che noi dovremmo rinunciare al tentativo di capire cosa stia accadendo in quel paese. Crediamo che bisogna opporre all'attenta selezione delle informazioni compiuta dallo Stato, il punto di vista, critico e radicale, del movimento anticapitalista; bisogna condividere informazioni e sviluppare analisi che ci consentano di comprendere quanto sta avvenendo attraverso il prisma di una prospettiva rivoluzionaria.

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L'ideologia bellica (tanto quella basata sulla difesa dell'unità dello stato nazionale, quanto quella che invoca invece il diritto all'auto-determinazione dei simpatizzanti filo-russi) si sta radicando in Ucraina, le organizzazioni della società civile organizzano raccolte fondi per sostenere l'esercito, i pope benedicono le armi di una o dell'altra fazione, e la televisione trasmette spesso immagini di vecchie signore che offrono a soldati armati il loro ultimo barattolo di marmellata. Tuttavia, non tutti i proletari accettano di subire il lavaggio del cervello organizzato dalla propaganda bellica dell'uno o dell'altro schieramento, non tutti sono disposti a sacrificarsi per la “loro patria”. Manifestazioni concrete di rifiuto del massacro bellico sono sempre più frequenti e entrambi i contendenti hanno sempre maggior difficoltà a reclutare altri uomini disponibili a partecipare a questa carneficina.

Migliaia di soldati dell'esercito ucraino, che il governo ha inviato nell'est del paese per la cosiddetta Operazione Antiterrorismo (ATO), hanno disertato o sono passati nelle file separatiste con tutto il loro equipaggiamento, inclusi carri armati e mezzi corazzati. Ad esempio, la 25esima brigata aviotrasportata dell'esercito ucraino (troupe d'élite per eccellenza), i cui uomini sono accusati di aver avuto un comportamento vile durante i combattimenti a Kramatorsk, verrà sciolta da una circolare presidenziale il 17 aprile dopo aver comunicato il suo rifiuto di «combattere contro altri ucraini» (2). Il caso più recente è quello di un'unità di 400 uomini che hanno disertato e si sono rifugiati in Russia dopo essere rimasti, durante un scontro, senza munizioni. Questi soldati che saranno, come è già stato annunciato dai portavoci russi, estradati in Ucraina, hanno dichiarato che preferiscono essere accusati di diserzione piuttosto che continuare a uccidere e essere uccisi sul fronte orientale. Tutti questi disertori sostengono che non vogliono combattere contro “il loro stesso popolo” e spesso denunciano anche le disperate condizioni di vita cui hanno dovuto far fronte nell'esercito – paga misera, cibo scadente e spesso insufficiente a sfamare una persona, etc. Altre unità non sono nemmeno state schierate a est a causa della loro inaffidabilità. Come l'ex-presidente Yanukovych non poté usare alcune unità per reprimere i manifestanti, così l'attuale governo non osa inviare al fronte alcune truppe di cui è nota la scarsa lealtà.

Il 29 maggio, circa mille soldati appartenenti alle unità della regione di Volynia si sono ammutinate a Mykolaiv. Gli uomini in servizio al 3° battaglione della 51esima brigata si sono rifiutati di tornare al fronte, hanno disobbedito agli ordini dei superiori e hanno cominciato a scaricare l'artiglieria pesante e altro materiale che era già pronto per il trasporto. A loro era stato promesso, dopo che la loro unità aveva subito gravi perdite in uno scontro con i separatisti nei pressi di Volnovakha, che sarebbero ritornati nella caserma di Rivno. Sono stati invece spostati daest verso sud, riportati poi nuovamente al punto di partenza e informati infine dalle autorità che avrebbero continuato il loro addestramento per poi essere rimandati di nuovo al fronte. «Avendo perso ogni fiducia nei loro generali alla luce degli ultimi avvenimenti di Volnovakha, per i funerali a Rivno ed anche per il tradimento dei loro generali, i soldati hanno cominciato a ribellarsi apertamente» (3).

Anche il 2° battaglione della 51esima brigata, che nel frattempo era di stanza nella caserma di Rivno e che ha partecipato ai funerali dei soldati del 3° battaglione uccisi durante il combattimento di Volnovakha, accortosi di quanto fosse caotica e menzognera la direzione delle operazioni, si è ammutinato. «I generali ci dicevano “andate a nord” e poi “andate a sud”, creando nei soldati una esasperazione tale da renderli disposti a sparargli. I generali hanno infatti cominciato a indossare giubbotti antiproiettili per paura del “fragging”[termine che indica l'uccisione di ufficiali impopolari da parte delle proprie truppe N.d.t.]» (4). I circa milleduecento militari, che hanno preso parte a questo ammutinamento, si sono rifiutati di essere trasferiti a Mykolaiv. «Ci promisero, quando fummo chiamati alle armi, che saremmo andati a pattugliare la frontiera tra Ucraina e Bielorussia. Siamo pronti a farlo, ma non a combattere contro questi pagliacci del Donbass!». (5) Episodi di ribellione simili sono scoppiati anche il 28 maggio a Poltava. Quattro giorni prima, dopo che sei soldati originari della regione di Volynia erano stati uccisi, le madri, le mogli e i parenti dei soldati della 51esima brigata hanno bloccato delle strade nella regione di Volynia per protestare contro la decisione di mantenere le truppe nel Donbass. (6) Dimostrazioni e proteste organizzate da mogli e altri parenti dei soldati, che avevano come scopo quello di fare ritornare i coscritti a casa o di provare a non farli partire per il fronte, si sono diffuse nel frattempo in molte altre regioni dell'Ucraina (Bukovina, Leopoli, Cherson, Melitopol, Volynia etc.).

A inizio giugno, nella regione di Leopoli, alcune famiglie di soldati hanno bloccato la strada con dei grossi tronchi di alberi. (7) E sempre a Leopoli, qualche giorno dopo, un corteo di familiari ha bloccato l'ingresso dell'ufficio di arruolamento dell'esercito. (8) A Iavorivo, sempre nella stessa regione, un gruppo di genitori ha occupato un terreno dove si stava esercitando la 24esima brigata meccanizzata, rivendicando il blocco delle partenze per il fronte. (9) Manifestazioni di parenti a Dnepropetrovsk e a Charkiv hanno rivendicato il ritorno dei soldati nelle caserme dei loro paesi d'origine. (10) Un gruppo di donne, proveniente da Charkiv, ha occupato l'aeroporto militare locale. L'ufficio d'arruolamento dell'esercito di Cherson è stato occupato da madri e mogli dei soldati che chiedevano la fine della guerra con slogan come: «Donne contro la guerra», «Dove prestano servizio i figli degli oligarchi?», «I nostri ragazzi non sono carne da cannone». (11) A Černivci, un gruppo di donne ha bloccato l'autostrada per Zytomyr per alcuni giorni per richiedere il ritorno a casa dei soldati. (12) Il 24 giugno, alcuni familiari di militari hanno eretto una barricata al 125esimo chilometro dell'autostrada Kiev-Chop, esponendo cartelli che recitavano: «Vogliamo i nostri figli a casa, al fronte ci vadano i figli dei generali». (13) L'8 giugno, un gruppo composto da un centinaio di familiari ha bloccato le truppe della 3033esima unità militare stanziata a Melitopol, nella regione di Zaporižžja. La protesta è riuscita ad impedire che i soldati fossero inviati al fronte. I familiari coinvolti in queste iniziative hanno protestato contro la propaganda statale che li ha descritti come “separatisti filo-russi”: «Ieri i media hanno detto che “separatisti filo-russi” hanno bloccato un unità militare. Ma nessuno di noi parlava di Russia davanti alla caserma dei soldati! Noi non vogliamo perdere i nostri figli che per noi sono l'unico sostegno che abbiamo. (...) Donetsk è un massacro, e i nostri ragazzi hanno 20-21 anni. Guardateci, noi siamo madri! Come fate a chiamarci separatiste!», diceva una delle partecipanti del blocco. (14) Il 15 luglio, alcune madri e mogli di soldati hanno protestato contro l'invio al fronte dei loro cari anche davanti alla base militare di Ternopil. (15)

E questa non è certo la prima volta che le famiglie dei soldati si contrappongono a un'operazione militare. Durante il periodo terminato con la caduta del presidente Yanukovych [gennaio-febraio 2014 N.d.t.], i genitori di alcuni soldati e altre persone hanno organizzato delle assemblee davanti alle caserme, hanno discusso con i soldati per informarli di ciò che stava realmente accadendo per le strade di Kiev e per persuaderli di non partecipare a eventuali azioni repressive contro i dimostranti di Maidan. Nel frattempo, altri uomini continuano ad essere arruolati nell'esercito. Anche se i soldati devono essere arruolati tramite la cartolina di leva obbligatoria, il governo li presenta come dei volontari. «Noi non siamo volontari (...) noi non vogliamo uccidere delle persone (...) non vogliamo andare da nessuna parte, ci toglieremo le nostre divise e ce ne torneremo a casa», hanno dichiarato alcune reclute durante un raduno di protesta a Leopoli. (16) Il 24 luglio, dopo l'entrata in vigore del decreto presidenziale di Poroshenko che ha dato il via alla terza ondata di coscrizione nell'esercito, la cui conseguenza immediata è stata l'invio di alcune migliaia di proletari al fronte, disordini particolarmente intensi sono scoppiati in molte città dell'ovest dell'Ucraina: nella cittadina di Voloka, l'intera popolazione ha resistito all'arruolamento di 50 persone. Un anziano contestatore dichiara: «Questo casino l'hanno cominciato loro, che ora se lo risolvano da soli. Noi moriremo ma non gli lasceremo i nostri figli. Devono capirlo e non venire qui con le loro liste». (17) Il 25 luglio alcuni familiari di soldati hanno bloccato una strada nei pressi del villaggio di Korovia esigendo la fine della coscrizione e l'immediato invio al fronte dei figli delle autorità ucraine. (18) Lo stesso giorno, anche una strada nel distretto di Obukhivs'kvi, vicino a Kiev, è stata bloccata dalle famiglie dei militari. I blocchi sono continuati anche il 28 luglio in almeno sette paesi della regione di Bukovina e anche sull'autostrada Kiev-Chop, già bloccata qualche tempo prima. Durante una manifestazione contro la guerra davanti all'ufficio di reclutamento di Novoselycja, i manifestanti hanno malmenato un membro del consiglio municipale che tentava di parlare con loro. (19) Il 22 luglio, alcuni abitanti di diversi paesi della regione Ivano-Frankivsk hanno fatto irruzione all'interno del locale ufficio dell'amministrazione militare e lì hanno bruciato l'elenco degli uomini da arruolare nell'esercito e altri documenti relativi alla coscrizione obbligatoria. La stessa cosa è successa lo stesso giorno a Bogorodchany. (20) In molti paesi le persone hanno bruciato in massa le cartoline di chiamata al servizio militare recapitate via posta. (21)

A Mukačeve, in Transcarpazia, la situazione si è aggravata a tal punto che il locale comando militare, inquieto per il perdurare delle proteste, ha momentaneamente sospeso la coscrizione e ha promesso che nessuno degli abitanti di quella città verrà mandato al fronte nel prossimo futuro. (22) Il 4 agosto ci sono state altre manifestazioni contro la guerra nella regione di Zaporižžja, e il giorno successivo c'è stato un presidio di protesta davanti alla sede del parlamento a Kiev. (23) Con la guerra in corso, per reprimere il dissenso interno, il governo di Kiev può contare solo in minima parte sul proprio esercito regolare e si trova quindi a dipendere da eserciti privati di qualche oligarca e dalla Guardia Nazionale, una milizia di volontari nata durante le proteste contro Yanukovich e composta principalmente da appartenenti ai partiti di estrema destra Pravyi Sector e Svoboda. Le nuove unità della Guardia Nazionale non sono specificatamente addestrate per affrontare una guerra vera e propria, ma principalmente per reprimere le proteste di massa e i disordini, come d'altronde ha mostrato la loro esibizione di fine luglio. A giugno, ad esempio, alcune centinaia di fascisti dell'Assemblea Nazionalsocialista e i Patrioti Ucraini avevano già attaccato una manifestazione che si stava svolgendo a Kiev contro l'operazione antiterrorismo. Neanche i membri della Guardia Nazionale sono d'altronde del tutto estranei alle contraddizioni che agitano entrambi i campi. Radio Europa Libera ha pubblicato di recente un video (24) in cui si può vedere un miliziano della Guardia Nazionale che rimprovera il governo di non essere in grado di fornire ai volontari al fronte cibo, acqua e armi, tanto da arrivare a dire : «Ci trattano come se fossimo carne da cannone». Le condizioni materiali riescono quindi a intaccare il morale anche di coloro che, per motivazioni ideologiche, pensano di essere al di sopra di esse. Anche mercenari, provenienti un po' da ogni angolo del mondo, combattono per l'esercito di Kiev e vengono arruolati dal governo tramite agenzie private di contractor (si tratta di truppe mercenarie polacche, ceche, dell'ex-Jugoslavia, ma anche provenienti dall'Africa equatoriale).

Il reclutamento di nuovi combattenti, comunque, non procede come i locali signori della guerra vorrebbero, neanche nel fronte separatista. La maggioranza dei minatori della regione del Donbassha sempre rifiutato di far parte del loro esercito e ha dunque provveduto a costituire delle unità di auto-difesa per proteggersi sia dalle truppe governative che da quelle separatiste. Una di queste unità di difesa si è scontrata con le milizie separatiste impedendo loro di fare saltare in aria una miniera nel paese di Makiivka. A maggio, a Krasnodon, nella regione di Lugansk, i minatori hanno organizzato uno sciopero generale e hanno preso il controllo della città. In quell'occasione i minatori hanno apertamente rifiutato di schierarsi sia dal lato dei separatisti “anti-Maidan” a Lugansk, che da quello degli oligarchi del Maidan a Kiev, e hanno invece preteso un aumento dei loro salari e la fine delle assunzioni di manodopera attraverso le agenzie private. (25) I minatori di sei miniere del Donbass hanno cominciato a scioperare alla fine di maggio, chiedendo la fine dell’operazione antiterrorismo nell’est del paese e il ritiro delle truppe. (26) Hanno agito di propria iniziativa e, al contrario di quanto affermato da alcuni media, la loro non è stata in nessun modo un’azione imposta da uomini armati appartenenti alla Repubblica Popolare di Donetsk. Secondo gli scioperanti la guerra rappresenta un pericolo per l’esistenza stessa delle miniere e provoca disoccupazione. «Lunedì 26 maggio, quando l’esercito ucraino ha cominciato a bombardare alcune città, i minatori semplicemente non si sono recati al lavoro, perché il “fattore esterno”, rappresentato dalle azioni di guerra che avvenivano praticamente davanti al loro portone di casa, aumentava seriamente il rischio di incidenti sul lavoro nei loro stabilimenti. Per esempio, qualora una bomba avesse colpito la sotto-stazione elettrica i minatori avrebbero rischiato di rimanere intrappolati sotto terra, andando così incontro a morte certa». (27) Lo sciopero è stato proclamato da circa 150 minatori della miniera di Oktyabrskiy e si è esteso come per una reazione a catena ad altri pozzi estrattivi della zona di Donetsk (Skochinskiy, Abakumov, “Trudovskaya”, etc.), ma anche a cave di carbone di altre città, in particolare a Ugledar (“Yuzhnodonbasskaya no.3”). In alcune miniere di proprietà di Rinat Achmetov, l’uomo più ricco d’Ucraina e padrone di un impero industriale che controlla dal punto di vista economico praticamente tutta la parte orientale del paese, i lavoratori sono stati costretti a continuare a lavorare e hanno quindi continuato a calarsi nei pozzi estrattivi nonostante il bombardamento delle zone immediatamente vicine. A partire dall’iniziativa dei minatori di Oktyabrskiy, (e sempre senza nessun appoggio da parte della Repubblica Popolare di Donetsk), il 28 maggio è stata organizzata una manifestazione contro la guerra cui hanno partecipato migliaia di persone. (28) Il 18 giugno migliaia di minatori hanno manifestato nuovamente nel centro di Donetsk per chiedere la fine delle operazioni militari.

I partecipanti dichiaravano di non essere separatisti bensì persone comuni del Donbass, e aggiungevano che qualora il governo di Kiev non fosse venuto incontro alle loro richieste, avrebbero preso le armi. I separatisti, allo stesso modo degli oligarchi locali filo-Kiev, tentano di manipolare e presentare questi raduni confusi e contraddittori secondo i propri interessi. Se dunque Rinat Achmetov, l’oligarca di Donetsk, ha organizzato il suo “sciopero” in favore dell’Ucraina unita, i separatisti dal canto loro hanno provato a far passare le manifestazioni dei minatori come espressione di una posizione filo-russa dei lavoratori del Donbass. Malgrado i motti nazionalisti o separatisti presenti nelle manifestazioni dei minatori, i lavoratori non sono molto entusiasti di arruolarsi nella Milizia Popolare del Donbass. Recentemente, Igor Girkin, uno dei comandanti separatisti, si è lamentato pubblicamente del fatto che molti nella popolazione locale prendano le armi dal suo deposito di armi, ma invece di servirsene per prestare servizio nelle milizie separatiste, se le portino a casa per proteggere le loro famiglie e i loro villaggi da entrambe le fazioni del conflitto. (29) Pertanto i separatisti, in un'operazione come questa che dura ormai da molti mesi nella regione di Donetsk e Lugansk, continuano a fare affidamento su bande di criminali locali che, dietro pagamento, li aiutano a controllare edifici governativi, stazioni di polizia, depositi di armi, arterie stradali e mezzi di comunicazione. La maggior parte delle forze separatiste è tuttavia costituita da mercenari provenienti dall’altra parte della frontiera, quella russa, e in particolare da veterani della guerra di Cecenia. Se il movimento reale contro la guerra, il movimento del disfattismo rivoluzionario, vuole affermarsi, deve non solo acquisire un carattere di massa e generalizzarsi, ma anche organizzarsi, strutturarsi. Non abbiamo molte informazioni sulle strutture organizzative del movimento inUcraina. Possiamo dedurre l’esistenza di alcune strutture dagli eventi stessi (le ripetute manifestazioni o scioperi di molte migliaia di persone non possono essere il risultato di un’esplosione spontanea di rabbia, allo stesso modo le proteste dei familiari dei soldati, per come le abbiamo descritte, richiedono un certo livello di coordinamento e collaborazione tanto a livello di contenuti che di pratiche), mentre l’esistenza di altre strutture organizzative, formali o informali, è confermata da informazioni incomplete che abbiamo ottenuto sul posto. Alcune associazioni già esistenti sono diventate strutture che hanno centralizzato le attività contro la guerra, per esempio la Comunità dei Genitori “Kroha” (30) della regione di Donetsk ha divulgato il 10 giugno un appello pubblico, per quanto limitato, contraddittorio e pacifista: «Noi, i genitori della regione di Donetsk, ci rivolgiamo a voi, politici, personalità pubbliche e persone interessate. Dateci una mano per salvare la gente di Sloviansk, Krasny Liman, Kramatorsk, fermate le operazioni militari. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far comprendere cosa sta accadendo in queste città. Da molte settimane, la gente vive sotto un costante fuoco d’artiglieria. Muoiono civili in continuazione. Ci sono dei bambini feriti. E’ stata confermata la morte di tre bambini. Stanno crollando case, ospedali, asili e scuole. Le persone, inclusi i bambini, vivono in perenne stato di stress, restando nascosti per ore e ore nelle cantine per ripararsi dai continui attacchi. Chiediamo il vostro aiuto per salvare le vite di queste persone e fermare le operazioni militari». (31)

Un’altra associazione, Le Madri del Donbass, dichiara in un suo comunicato: «Vogliamo solo vivere! Noi, persone comuni: mariti e mogli, genitori e figli, fratelli e sorelle. Noi, civili pacifici, siamo gli ostaggi del conflitto nella nostra regione, le vittime degli scontri militari. Siamo stanchi, spaventati e desideriamo la pace. Vogliamo vivere nelle nostre case, passeggiare per le strade delle nostre città, lavorare nelle aziende e nelle organizzazioni della nostra regione e coltivare la nostra terra.(...) Noi, Madri del Donbass, insistiamo affinché si fermi l’operazione antiterrorismo e qualsiasi altra operazione militare nella nostra regione! (...) Siamo convinte che il conflitto nel nostro paese si possa risolvere in modo pacifico! Fermate la guerra! Evitate che muoiano dei bambini! Salvate il popolo del Donbass!». (32) La Voce di Odessa il 13 luglio ha organizzato una manifestazione contro la guerra a Odessa. I partecipanti gridavano slogan come «Noi siamo contro la guerra!», «Fermate l’Operazione Antiterrorismo nell’est!» o ancora «Noi vogliamo la pace!». Il flash mob comprendeva anche delle agghiaccianti registrazioni del suono dell’artiglieria in azione e del suo impatto sui civili. (33) A Charkiv le associazioni locali contro la guerra (tra le altre il movimento delle donne di Charkiv “Kharkivianka”) hanno organizzato il 20 giugno una dimostrazione di protesta davanti alla fabbrica di carri armati della VA Malyshev. A questa fabbrica erano stati ordinati 400 veicoli corazzati da inviare al fronte. I dimostranti chiedevano l’annullamento dell’ordine e gridavano slogan come «No alla guerra!» o «Fermate questo insensato massacro!». (34)

Nel mentre, la situazione economica e sociale dell’intera Ucraina sta mano a mano peggiorando. La svalutazione della moneta locale, l'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, dei trasporti e dei servizi, e i tagli alla produzione in molte aziende, portano ad una decisa diminuzione dei salari effettivi, stimata tra il 30% e il 50%. Il governo di Kiev, su pressione delle istituzioni finanziarie internazionali, dovrà adottare una serie di misure di austerity che renderanno ancora peggiori le condizioni di vita del proletariato, e nel frattempo sta preparando la più grande ondata di privatizzazioni degli ultimi 20 anni. Il governo centrale ha smesso da maggio di pagare gli impiegati statali, i servizi sociali e le pensioni in tutti quei territori che non si trovano sotto il suo controllo, perciò ci sono migliaia di lavoratori che non percepiscono entrate di nessun tipo. La situazione nelle regioni dove si svolgono le operazioni militari è sempre peggiore: fornitura di elettricità e acqua sono interrotte, scarseggiano il cibo e i medicinali. Dei disordini sociali, accelerati ora da questa situazione, avevano fatto la loro comparsa già da un po’. Oltre agli scioperi dei minatori nella parte orientale del paese, anche i proletari della parte occidentale iniziano ad averne abbastanza. I minatori di Krivoy Rog hanno cominciato a maggio uno sciopero generale ad oltranza pretendendo che i loro salari venissero raddoppiati. Hanno cominciato a organizzate milizie armate di autodifesa. Nelle loro dichiarazioni, rivolte ai lavoratori di tutta Europa, indicano gli oligarchi russi e ucraini come la principale causa della crisi, aprescindere da quale parte stiano (separatista o filo-governativa): «Ci rivolgiamo a voi chiedendovi di sostenere la nostra lotta contro gli oligarchi, che hanno condotto l’Ucraina nell’attuale crisi e che continuano a destabilizzarla ulteriormente, minacciando di provocare una guerra fratricida in Ucraina che senza dubbio avrebbe conseguenze catastrofiche per tutta l’Europa». (35)

Numerose manifestazioni per “condizioni di vita dignitose”, contro l'aumento dei prezzi e per un aumento di salari e pensioni, si sono svolte in diverse città in tutto il paese. Per esempio a Kiev, a fine giugno e a luglio, ci sono state una serie di iniziative contro l’aumento degli affitti e delle bollette. Il primo luglio si è svolta a Charkiv una manifestazione contro l’aumento dei prezzi. La protesta più partecipata in assoluto si è svolta però a Kiev il 24 luglio, all’insegna di slogan come «Tagliate i redditi degli oligarchi, non quelli del popolo» e «Non rapinate i cittadini comuni». (36) Nei primi di agosto l’ultimo gruppetto di resistenti che continuava a occupare piazza Maidan a Kiev («Perché non è cambiato nulla!») è stato attaccato da due battaglioni della Guardia Nazionale, che avevano lo scopo di sgomberarli. I battaglioni agivano per ordine del nuovo sindaco Vitali Klitchko, fatto che dimostra ancora una volta come le promesse di un politico borghese (all’inizio di quest’anno aveva chiesto lui di non evacuare la piazza «fintanto che non ci fosse un reale cambiamento in Ucraina») creino solo problemi a quelli che danno loro credito. Tuttavia durante lo sgombero sono scoppiati violenti scontri, di cui ancora una volta i mezzi d’informazione internazionali borghesi non hanno parlato, dal momento che il governo di Kiev rappresenta l’alleato Occidentale e l’”estremo orrore” non può invece che essere incarnato dai separatisti e dalla Russia. La Repubblica Popolare di Donetsk cerca di porre un freno al movimento dei minatori, che dimostrano di avere più a cuore i loro interessi materiali che non una qualsivoglia ideologia, destreggiandosi tra le richieste degli scioperanti, cui è stata promessa la nazionalizzazione dei complessi industriali, e gli interessi degli oligarchi, cui è stata invece promessa l’inviolabilità della proprietà privata.

Il movimento contro la guerra, per quanto ancora poco diffuso e limitato nei contenuti, gli scioperi dei minatori e le manifestazioni, animati non da ideologie ma da bisogni materiali del proletariato e che si svolgono sia nei territori controllati dal governo di Kiev che in quelli controllati dai separatisti, tutte queste esperienze confermano ciò che scrivevamo: «(...) l’innescarsi della guerra imperialista (...) non significa necessariamente la sconfitta definitiva del proletariato. Anzi, se la guerra in un primo momento coincide con una parziale disfatta del proletariato, questa, in seguito, dialetticamente, può determinare anche una ripresa delle lotte, tanto più forte in quanto è la guerra stessa a palesare le contraddizioni e la brutalità proprie del sistema capitalista». Ciononostante, c'è capitato in più occasioni di imbatterci in sedicenti “rivoluzionari” che difendono l’operazione antiterrorismo, perché credono che questa permetta un ritorno alla “normale” lotta di classe. Ciononostante, possiamo leggere notizie (per quanto frammentarie e contraddittorie) di “anarchici” attivi nelle strutture amministrative dei separatisti, perché pensano che questi siano un “male minore” rispetto al governo di Kiev. Noi non sosteniamo in alcun modo la guerra e le sue atrocità e siamo coscienti del fatto che ogni conflitto militare comporta un peggioramento nelle condizioni di vita del proletariato. Tuttavia, come comunisti, non possiamo fare nostra la tesi secondo la quale un conflitto militare potrebbe essere evitato schierandosi dalla parte di uno dei due contendenti. Il proletariato non ha nessun interesse a difendere le condizioni attuali della sua miseria o a conservare quelle passate. Il proletariato non ha nessuna patria da difendere. In ogni guerra, ciò verso cui il proletariato deve tendere, è un'azione unita e intransigente dei proletari di entrambi gli schieramenti contro le due fazioni in guerra della borghesia.

La lotta contro la guerra significa “disfattismo rivoluzionario”!
Per un fronte proletario rivoluzionario contro la borghesia di entrambe le fazioni in guerra!
Opponiamoci alla guerra con l’azione diretta, il sabotaggio e lo sciopero generale, radicale e combattivo!
Solidarietà di classe con i disfattisti rivoluzionari di ogni campo!

Agosto 2014

* L'articolo è preso e tradotto in italiano dal blog del gruppo “Tridni Valka” (http://www.autistici.org/tridnivalka/ );
qui l'articolo in lingua inglese ( http://www.autistici.org/tridnivalka/neither-ukrainian-nor-russian/ )

1 http://www.autistici.org/tridnivalka/war-preparations-between-ukraine-and-russia-show-or-reality/

2 http://www.thedailybeast.com/articles/2014/04/17/the-ukrainian-army-is-crumbling-before-putin.html

3 http://ndilo.com.ua/news/u-viyisku-rozpochavsja-bunt.html
http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/05/30/beginning-of-rebellion-in-the-ukrainian-army/

4 Idem.

5 Idem.

6 http://www.volynpost.com/news/33715-vijskovi-z-51-oi-brygady-vlashtuvaly-na-mykolaivschyni-bunt via
http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/05/29/volhynia-soldiers-mutiny-and-refuse-to-go-to-the-donbas/

7 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/02/soldiers-relatives-protests-spreading-in-ukraine/

8 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/04/soldiers-relatives-block-military-recruitment-office-in-lviv/

9 Idem.

10 Idem.

11 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/11/kherson-soldiers-relatives-picket-military-enlistment-office/

12 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/19/chernivtsi-soldiers-relatives-block-highway-demand-soldiers-brought-back-from-the-east/

13 http://112.ua/obshchestvo/pod-zhitomirom-semi-voennosluzhaschih-perekryli-dorogu-kyjev-chop-79161.html

14 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/10/soldiers-relatives-block-troops-in-melitopol-from-being-sent-to-the-front/

15 http://www.youtube.com/embed/hyLIUk6U9yA

16 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/04/soldiers-relatives-block-military-recruitment-office-in-lviv/

17 http://www.aitrus.info/node/3875/ via http://libcom.org/forums/news/protests-ukraine-02122013?page=11#comment-541714

18 Idem.

19 http://www.youtube.com/embed/0WbCvUoZEQ

20 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/07/25/riot-in-western-ukraine-against-army-mobilization/

21 Idem.

22 http://www.aitrus.info/node/3875/ via http://libcom.org/forums/news/protests-ukraine-02122013?page=11#comment-541714

23 http://www.youtube.com/embed/G2qm3_c2O-8 e http://www.youtube.com/embed/fiRqdLi6fk0 via
http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/08/06/protests-against-the-war-in-zaporizhia-and-kyiv/

24 http://www.rferl.org/media/video/ukraine-national-guard-cannon-fodder/25426820.html

25 http://observerukraine.net/2014/05/08/for-an-independent-social-movement-for-a-free-ukraine/

26 http://en.itar-tass.com/world/733524/

27 http://liva.com.ua/miners-war.html via http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/05/30/donetsk-miners-strike-against-war-eyewitness-account/

28 http://www.marxist.com/donetsk-miners-strike.htm

29 http://observerukraine.net/2014/05/27/petro-poroshenko-the-chocalate-king-walks-onto-a-sticky-wicket/

30 http://kroha.dn.ua/

31 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/13/mothers-and-parents-organisations-appeal-stop-the-war-save-the-people-of-donbass/

32 http://brend-archer.livejournal.com/324036.html via
http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/13/mothers-and-parents-organisations-appeal-stop-the-war-save-the-people-of-donbass/

33 http://www.youtube.com/embed/xUFxhbGE-8I

34 http://ukraineantifascistsolidarity.wordpress.com/2014/06/20/kharkov-tank-factory-rally-against-the-anti-terrorist-operation/

35 http://observerukraine.net/2014/05/12/appeal-of-the-kryviy-rih-basin-miners-to-the-workers-of-europe/

36 http://www.aitrus.info/node/3870/ via http://libcom.org/forums/news/protests-ukraine-02122013?page=11#comment-541385

Estratto dell'articolo "Maggioranza e Minoranza"

Noi non vogliamo imporre niente a nessuno, ma non intendiamo sopportare imposizioni di alcuno.
Felicissimi di veder fare da altri quello che non potremo far noi, pronti a collaborare cogli altri in tutte quelle cose quando riconosciamo che da noi non potremmo far meglio, noi reclamiamo, noi vogliamo, per noi e per tutti la libertà di propaganda di organizzazione di sperimentazione
La forza bruta, la violenza materiale dell’uomo contro l’uomo deve cessare di essere un fattore della vita sociale.
Noi non vogliamo, e non sopporteremmo gendarmi, nè rossi, nè gialli, né neri. Siamo intesi?
[cit. Umanità Nova anno I, n 168, Milano il settembre 1920.]